EOS Ethereum News

1.2 milioni di Eth sono usciti dallo Smart Contract di Eos nell’ultimo mese

Stando alle informazioni reperibili sul network Santiment, una piattaforma che mira a raccogliere tutti i dati del mondo delle criptovalute, l’azienda alla base di Eos avrebbe “speso” ben 1.268.066 Ethereum negli ultimi 30 giorni.

In totale dunque, si tratterebbe di circa 950 milioni di dollari in un solo mese. Una cifra inavvicinabile da qualsiasi altro progetto recente.

Tuttavia però, occorre fare un po’ di chiarezza. In realtà, con il termine “speso”, vengono indicati tutti gli Ethereum uscenti dallo Smart Contract. Quindi nell’ultimo mese sono usciti dal contratto 1.2 milioni di Ethereum.

Le teorie dei “cospiratori”

Non sappiamo come sono stati spesi questi Ethereum, anche se nei giorni scorsi ben 200mila Eth sono stati spostati su Bitfinex. Ovviamente non mancano le possibili cospirazioni alla base delle recenti transazioni, ma va anche detto che il fatto che questi Ethereum siano usciti dal contratto verso altri indirizzi, non vuol per forza dire che siano stati venduti.

Eos Bitfinex

 

C’è chi dice che il team Eos stia vendendo i propri Ethereum per farne abbassare il prezzo. Oppure per comprare token Eos, così da diminuirne l’offerta e dunque far salire il prezzo. Non vi è nulla di certo ovviamente, ma su Reddit si trovano diversi post di utenti che motivano le oscillazioni di prezzo di Ethereum ed Eos  (spesso in contrapposizione) a causa dei capitali reimmessi in gioco.

Proprio su un possibile schema di riciclaggio, il CEO di Eos si era già espresso nei mesi scorsi, garantendo che che si sarebbe impegnato ad eseguire ispezioni interne per evitare il fenomeno.

La possibile realtà

Come probabilmente saprete, tempo fa (ad ottobre) l’azienda alle spalle di EOS, ovvero block.one, aveva annunciato pubblicamente l’intenzione di impegnare 1 miliardo di dollari per lo sviluppo dell’infrastruttura e dell’ecosistema EOS. Inoltre, di recente sono state annunciate diverse joint venture e partnership con EOS Global e FinLab AG, che hanno impegnato rispettivamente 200 e 100 milioni di dollari per lo sviluppo dell’ecosistema EOS.

EOS poi, ha pubblicato la pre-release della piattaforma Dawn 3.0 su Github all’inizio di aprile. Infine, la fase di ICO si concluderà il prossimo primo Giugno, in concomitanza con il lancio della rete mainnet. (Ricordatevi di registrare i wallet).

Traendo qualche conclusione dunque, possiamo dedurre che Eos sta trasferendo ingenti somme di Ethereum nei wallet dei propri partner per prepararsi al lancio della mainnet ed alla transizione da Token ERC20 alla blockchain proprietaria, così da creare una struttura finanziaria di sostegno.

Va inoltre detto che Block.one aveva dichiarato esplicitamente che i fondi proventi dalla ICO potevano essere spesi ed utilizzati in base alla loro esclusiva discrezione.

Pertanto, anche se spicca in maniera alquanto significativa la quantità di Ethereum “spesi” da EOS, risultano ben evidenti le possibili motivazioni di tali azione, senza sfociare nell’inside trading o nelle manipolazioni del mercato, che, seppur possibili, rimangono un’ipotesi assai remota.

I costi di sviluppo della piattaforma Eos

Un altro fatto che merita attenzione riguarda i costi di sviluppo della piattaforma Eos. La progettazione e realizzazione di un sistema decentralizzato proprietario rispetto alla classica piattaforma Ethereum, ha alcune implicazioni cruciali sulle modalità di invio dei finanziamenti dai vari address.

La maggior parte delle piattaforme decentralizzate basate sugli Smart Contracts e sullo standard ERC20, prevedono una certa quantità di token destinati al team ed allo sviluppo della piattaforma. Quindi, gli Ethereum in uscita visti come “spese” da Santiment, in realtà non sarebbero del tutto veritieri, poichè non verrebbero considerati quelli utilizzati per lo sviluppo della piattaforma.

Questo perché, essendo un vero e proprio framework per la creazione di applicazioni e piattaforme decentralizzate, affinché il team di block.one possa utilizzare i finanziamenti ricevuti per lo sviluppo dell’intero ecosistema Eos, è necessario inviare alcuni fondi al di fuori del proprio wallet, così da contribuire agli sviluppi di applicazioni e piattaforme di terze parti che utilizzeranno il software di Eos.io.

In sostanza dunque, una parte degli Ethereum in uscita servono o serviranno per favorire l’adozione della piattaforma Eos e lo sviluppo di applicazioni decentralizzate su di essa, oltre a coprire i costi di implementazione.

Infine, se Eos avesse realmente venduto le ingenti somme di Ethereum registrate in uscita, avremmo sicuramente registrato una corposa variazione del prezzo di Ethereum nello stesso periodo. Va anche detto però che il team potrebbe vendere gli Ethereum in maniera dilazionata.

Magari è solo questione di giorni (in concomitanza con il lancio della mainnet?) affinché il team di Eos dichiari il motivo di queste “spese pazze”. Oppure, sono semplicemente le ipotesi che abbiamo spiegato ed analizzato. Vedremo.

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Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
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