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Attaccare Casper (solo temporaneamente) costerà 1.67 milioni di Ethereum. Ecco tutti i dettagli!

Circa due settimane fa sono state annunciate le prime specifiche di Casper, la cui implementazione dovrebbe avvenire entro Settembre. Come vi avevamo già spiegato, una volta implementato, il premio per blocco destinato ai minatori di Ethereum che eseguiranno il Proof of Work verrà ridotto a 0,6 Eth rispetto agli attuale 3 Eth.

Per quanto riguarda il Proof of Stakes, avevamo poi visto anche i tassi d’interesse annuo degli Stakers (detentori di Ethereum), variabili dal’1% sino al 5%. Nelle ultime ore però, sono emersi nuovi dettagli. Vediamoli insieme.

Casper: interessi, offline e punizioni

Nell’ultima presentazione avvenuta ad Edcone, Vitalik Buterin, cofondatore di Ethereum, ha annunciato ulteriori dettagli in merito allo staking. In particolare sono state annunciate le penalità per chi tenta di eseguire un’azione fraudolenta, variabili da una perdita dello stack dall’1 al 100% a seconda dell’entità dell’attacco. Considerando che il requisito per la creazione di un nodo di stake è pari a 1500 Eth, al prezzo attuale eseguire un attacco con un solo nodo PoS della rete comporterebbe una perdita di quasi 1.2 milioni di dollari.

Sono poi state annunciate le conseguenze nel caso in cui un nodo PoS vada offline. Andare offline può sicuramente comportare degli svantaggi, ma star fermi cinque minuti non comporterà alcuna perdita. Discorso diverso, invece, se la durata del periodo offline sarà più corposa, pari alla metà del tempo di stacking o, ancora peggio, ai 2/3 del tempo di staking. In tal caso potreste registrare delle perdite anche significative.

L’entità della perdita dipenderà dal comportamento degli altri utenti in quell’istante. Se la maggior parte delle persone (circa i 2/3) si trova online, allora la perdita mentre sarete offline sarà consistente. Viceversa se i 2/3 si trovano offline, la perdita sarà minima o nulla. In generale, la perdita è compresa tra il 5 ed il 10% annuo, ma in casi estremi può essere più consistente.

Pool di Staking e protezione dagli attacchi

Stando alle specifiche, ogni nodo di Staking necessiterà di 1.500 Ethereum. Tuttavia, chi ha meno di 1500 Eth potrà unirsi nelle “pool di staking” per raggiungere i requisiti e partecipare al PoSAnche i piccoli investitori quindi, potranno diventare degli stakers. Il tutto senza la necessità di possedere milioni di dollari in Ethereum.

Le “pool” troppo grandi potrebbero diventare pericolose poichè il sistema è progettato per punire severamente comportamenti scorretti. Chi si comporta male è giusto che debba pagare, mentre chi si comporta bene ha diritto a restare.

Nel dettaglio, se un nodo viene violato, oppure la VPN viene hackerata, o ancor peggio il sistema viene danneggiato, esso perderà “solo” il 2% e la capacità di votare per 4 mesi. Se, tuttavia, anche altri nodi sbagliano allo stesso tempo, allora le sanzioni possono salire molto rapidamente, in quanto il sistema è fatto per prevenire eventuali attacchi. 

Quindi se l’1% degli altri nodi ha un comportamento inadeguato come il nostro nodo, registreremo una perdita pari al 3 x (1%) + 2 = 5% di penalità. Se invece i nodi anomali sono il 10%, la penalità sarà paria al 3 x (10%) + 2 = 32%. Il sistema è progettato per proteggersi in maniera preventiva ed automatica. Un terzo (1/3) è il numero chiave alla base di tale meccanismo.

Il sistema è fatto per autogestirsi e proteggersi. E dunque fondamentale punire e scartare i nodi che si comportano in maniera scorretta, così da riportare i valori “etici” nuovamente al 100% e far ripartire il Casper. Quindi, stando alle dichiarazioni, se un terzo dei nodi si comportasse in maniera scorretta, dopo aver escluso i nodi incriminati ed aver comportato una perdita di 1.67 milioni di Ethereum ai relativi Stakers, Casper ripartirebbe come se non fosse accaduto nulla, epurato dai nodi fraudolenti. Un eventuale attacco dunque, avrebbe successo solo in maniera temporanea e con una spesa elevatissima, stando alle parole di Vitalik.

Chi viene punito?

Ovviamente le punizioni e le relative perdite sono destinate a chi non si comporta correttamente. I comportamenti anomali non avvengono in maniera autonoma, in quanto il software sviluppato ha dimostrato duranti i tre mesi di test di comportarsi correttamente.

I comportamenti scorretti possono avvenir solamente se un nodo viene hackerato o in caso di anomalie estreme. Un esempio estremo, riguarda la remota possibilità che i file vengano corrotti, facendo impropriamente riferimento ad una fonte precedente, poiché non al corrente dei voti successivi. 

Se dovesse capitare che pochissimi nodi non voti correttamente, allora i provvedimenti intrapresi da Casper causeranno una perdita minima. Se invece sono più nodi a comportarsi “male”, allora le punizioni vengono catalizzate significativamente.

Ci sono due tipi di punizione dunque. Una riferita al tentativo di votare due volte nello stesso periodo temporale, ed una seconda inerente al tentativo di votare utilizzando una sorgente più vecchia delle attuali. 

In questa tabella semplificata è possibile vedere che le responsabilità – dunque le relative punizioni – dipendono non solo da noi stessi ma anche dagli altri. Ciò serve ad incentivare i validatori a massimizzare la propria sicurezza e ad avere sistemi di backup a supporto (in caso di fallimento del nodo) che non dipendano da altri nodi (magari malevoli).

Quindi, qual’ora volessimo progettare il nostro sistema di staking, dobbiamo prestare bene attenzione alle pool utilizzate, alle VPN, ai software e cosi via.

I reward dello Staking ed i requisiti

Il punto centrale di tutte queste precauzioni è far si che vi sia sempre più interesse allo stacking e che tutti si comportino bene. La percentuale di interesse destinata ai validatori è proporzionale all’inverso della radice quadrata del loro deposito totale. Quindi, se parliamo di 2,5 milioni di ETH, allora sarà pari al 10% annuo. Se invece sono 10 milioni, allora sarà pari al 5%, mentre se sono 40 milioni,  allora sarà pari al 2,5%. E cosi via.

Inizialmente sono richiesti circa 1.500 Ethereum per avviare lo staking, rendendo dunque le pool strettamente necessarie. Tuttavia, mentre nel Proof of Work vi è un gran vantaggio nell’essere in una grande pool, nel Proof of Stake è meglio essere in pool aventi circa 1500 Ethereum.

Inoltre, sarà possibile partecipare anche al meccanismo sperimentale di sharding basato sullo stacking. Ve ne avevamo parlato nei giorni scorsi, quando Vitalik aveva annunciato i primi dettagli inerenti al funzionamento ed all’interfacciamento tra gli shards e la blockchain di Ethereum.

Con l’arrivo dello sharding, il vincolo iniziale dei 1500 Eth calerà, sino a scendere a soli 32 Ethereum una volta che il sistema sarà reso pubblico. Tutto ciò dovrebbe avvenire in tempi brevi, indicativamente entro i 12-18 mesi, ottimisticamente parlando.

Infine, sono stati mostrati anche i vincoli per smettere di eseguire lo staking. Bisognerà infatti attendere ben 4 mesi ottenere gli intessi maturati durante lo stackingIl motivo è molto semplice: se un nodo si comporti male, così facendo non potrà semplicemente ritirare e scappare.

Allo stesso modo, serve un po’ di tempo per disconnettersi. Anche qui la ragione è da imputare ad eventuali comportamenti scorretti. Ad esempio se c’è un attacco in corso, un nodo non può semplicemente disconnettersi per scappare e lasciare gli altri a combattere. Lo stackers dovrà difendere tutto il sistema ed il proprio deposito. E’ per questo che gli Stackers vengono pagati, per mantenere un sistema sicuro ed affidabile.

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Stefano Cavalli

Nato a Parma, classe '92. Laureato in Ingegneria Informatica Elettronica e delle Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Parma. Appassionato da anni in tecnologia Blockchain, economia decentralizzata e criptovalute. Esperto in Web-Development & Software-Development.
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