News

Telegram cancella la fase pubblica di ICO dopo aver raccolto 1.7 miliardi nel presale

Più volte vi abbiamo parlato della ICO di Telegram, attesa ormai da moltissime persone, viste le cifre raggiunte durante le pre-vendite private. Stando alle notizie delle ultime ore però, pare che il grande pubblico non potrà partecipare alla ICO vera e propria.

Il Wall Street Journal infatti, ha riportato che, quasi con certezza, la ICO di Telegram non avrà alcuna fase di vendita pubblica, in quanto l’azienda è riuscita a raccogliere ben 1.7 miliardi di dollari solamente con le vendite private. Ma i veri motivi potrebbero risiedere in altre ragioni. Vediamo perché.

Nessuna ICO pubblica per il Telegram Open Network?

L’idea di Telegram alla base ICO riguarda un sistema di messaggistica futuristico  e decentralizzato, che – teoricamente – dovrebbe offrire un’alternativa a VISA/Mastercard per l’economia decentralizzata. Telegram Open Network (TON), è infatti un protocollo costruito su blockchain che permetterà agli sviluppatori di creare app e monetizzare i contenuti tramite i token GRAM, così da creare un vero e proprio ecosistema commerciale.

Chi ha seguito le vicende legate alla ICO di Telegram, è ben a conoscenza della poca trasparenza dell’azienda, anche con alcuni potenziali investitori. Sono ben pochi i dettagli ufficiali circolanti, se non una serie di rumors e supposizioni, circondate da diverse news e conferme di alcuni investimenti di milioni di dollari da parte di grandi entità. Infatti, alcuni documenti depositati presso la Securities and Exchange Commission (SEC), rivelano che l’azienda ha ottenuto due cicli di finanziamenti tra gennaio e marzo, ciascuno dei quali ha raccolto ben 850 milioni di dollari.

Meno di 200 investitori, fra cui enti istituzionali

Stando alle informazioni reperibili, sarebbero meno di 200 gli investitori che hanno contribuito alla vendita pubblica dei token. Tale vendita è stata infatti limitata agli investitori istituzionali ed ad alcuni privati accreditati aventi un elevato patrimonio netto. Fra di essi, dovrebbe esserci anche il miliardario russo Roman Abramovich. Roman avrebbe contribuito con un investimento da decine di milioni di dollari (rumors riportano 300 milioni di dollari). Ma non è il solo. Altri due imprenditori del mondo hi-tech, Sergei Solonim e David Yakobashvili, hanno affermato di aver partecipato alla pre-vendita della ICO di Telegram.

La vendita è stata effettuata ai sensi dell’articolo 506 del regolamento D del Securities Act, che stabilisce che le società possono vendere titoli non registrati limitando la vendita ai soli investitori accreditati. Tale vendita deve essere ovviamente riportata al SEC.

Le prime indiscrezioni riportavano di un target di ben 5 miliardi di dollari, da raccogliere sia attraverso vendite private che tramite una ICO pubblica. Tuttavia, stando alle fonti, le fasi di regolamentazione in atto e l’intensificazione dei controlli della SEC nelle ICO, hanno fatto cambiare idea a Telegram. Proprio per questo motivo, la fase di vendita pubblica e l’hard-cap sarebbero stati modificati, arrivando sino alla cancellazione della ICO pubblica.

Una brutta notizia che speriamo venga smentita, anche se la fonte è particolarmente attendibile, essendo il Wall Street Journal

Vedremo come evolverà la situazione.

 

cripto

Vi invitiamo a seguirci sul nostro canale Telegram ed anche sul gruppo ufficiale Telegram, dove sarà possibile discutere insieme delle notizie e dell’andamento del mercato, sulla nostra pagina Facebook e sul nostro account Twitter.


La più grande community italiana dedicata alle criptovalute: Italian Crypto Club (ICC)

[ VIA ]

Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
Follow Me:

Related Posts

Rispondi