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Gli ASIC possono andare a minare la decentralizzazione?

Il titolo è volutamente provocatorio, perdonatemi.

I promotori delle criptovalute quando devono convincere un ignorante in materia circa i vantaggi delle valute digitali rispetto a quelle classiche (Euro, Dollaro, etc) citano sempre come elementi fondamentali il concetto di decentralizzazione e quindi puntano il dito sull’assenza di un ente centrale che controlla lo scambio di beni. Un sistema decentralizzato basato su blockchain (come quello di Bitcoin, per intenderci) genera un registro immutabile e consensus-based.

In realtà però dobbiamo ammettere che ultimamente alcuni capisaldi stanno scricchiolando. Cerchiamo di capire il motivo.

Gli ASIC minano la decentralizzazione

antminer asic decentralizzazione

Bitcoin e tante altre criptovalute, col passare dei mesi, sono diventate meno decentralizzate rispetto al passato, nonostante il loro valore sia comunque cresciuto. I colpevoli sono gli ASIC.

Un application specific integrated circuit (ASIC) è un circuito integrato creato appositamente per risolvere un’applicazione di calcolo ben precisa. La specificità della progettazione, focalizzata sulla risoluzione di un unico problema, consente di raggiungere delle prestazioni in termini di velocità di processazione e consumo elettrico difficilmente ottenibili con l’uso di soluzioni più generiche (come i pc normali). Gli ASIC sono alla base delle mining farm e hanno praticamente ammazzato la possibilità di minare con un normale pc domestico.

Sono alla base di diverse divisioni all’interno delle community e gli sviluppatori di alcune criptovalute stanno cercando in tutti i modi di mantenerli al di fuori del network. Un chiaro esempio è quello di Monero. Dopo l’arrivo dei primi ASIC targati Baikal e Bitmain destinati al mining di Monero ed Electroneum gli sviluppatori hanno aggiornato il Proof of Work di Monero, così da rendere inutili gli ASIC.

Bigbit

Gli ASIC oltre a indurre alcune cripto a fork immediati e modifiche software stanno anche facendo emergere uno dei problemi (o sfida da vincere?) più rilevanti delle criptovalute: la governance.

Il principale problema che è emerso il giorno stesso in cui sono comparsi i primi ASIC è dato dal fatto che individui come me e te non possono utilizzare i propri pc per minare. Forse ci si difende acquistando grossi rig di schede video (i cui prezzi sono schizzati alle stelle negli ultimi mesi). Ma se il mining è consentito solo a chi investe in grosse mining farm allora dov’è questa tanto acclamata decentralizzazione? Da questi ragionamenti deriva la scelta degli sviluppatori di Monero, Electroneum (e tante altre criptovalute) di dire NO agli ASIC.

Sia chiaro non tutti vedono gli ASIC in negativo. Un punto a favore di questi circuiti integrati è che innalzano sensibilimente l’hash power creando così una barriera formidabile per eventuali attacchi al 51%.

ASIC-resistant?

Gli sviluppatori per sconfiggere gli ASIC hanno introdotto negli algoritmi di PoW l’esecuzione di task che vanno oltre al semplice hashing. Gli ASIC sono cavalli di razza che sanno solo correre, nel senso che sanno svolgere bene una sola funzione ma diventano inutili se gli si chiede di svolgere task extra. Il problema è che gli sviluppatori di ASIC stanno pian piano migliorando i loro dispositivi e temiamo che presto saranno in grado di svolgere anche compiti solitamente relegati ai pc normali.

Chiaramente le community sono divise, soprattutto sulla base dei propri interessi più che su una scelta ideologica. Chi ha grossi rig di schede video non vede di buon occhio gli ASIC mentre chi ha acquistato gli ASIC è contro qualsivoglia fork ASIC-resistant. E questo ci riporta al concetto di governance.

Nel caso di Bitcoin è troppo tardi per aggiornare il codice e renderlo ASIC-resistant. Le community di Ethereum e Zcash sono invece molto indecise e il probabile arrivo di nuovi ASIC deve portare a serie riflessioni e ad una scelta.

Personalmente ritengo la decentralizzazione troppo importante e pertanto sarebbe meglio evitare la centralizzazione dell’hash power nelle mani di pochi.

La scelta di Vertcoin

La scelta degli sviluppatori di Vertcoin va analizzata. Non contenti di aver realizzato un algoritmo di PoW che include task pensati appositamente per essere asic-resistant hanno stabilito che effettueranno un fork immediato non appena apparirà un ASIC adeguato al mining di Vertcoin.

Per ora questa presa di posizione così chiara ha tenuto lontano gli sviluppatori di ASIC, anche perchè gli sviluppatori hanno dimostrato di tenere fede alla parola data eseguendo ben due fork.

Ciò che rende interessante la soluzione di Vertcoin è che la governance non è solo in mano a qualche linea di codice ma è una scelta filosofica. La componente umana è fondamentale.

Voi come la pensate in merito?

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Matteo Gatti

Ingegnere informatico appassionato di tecnologia e di tutto ciò che vi ruota attorno. Seguo con interesse il mondo delle criptovalute e lo sviluppo della tecnologia Blockchain. Scrivo anche di Linux su LFFL.
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