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Project Shivom: le sequenze del nostro DNA arrivano sulla blockchain

Non troppo tempo fa avevamo scritto un articolo in cui riportavamo l’uso della blockchain per archiviare sequenze di DNA. Oggi invece, vediamo un ambizioso progetto in fase di ICO – Project Shivom – che vuole fornire agli utenti una piattaforma in cui caricare il proprio genoma per renderlo disponibile agli enti di ricerca e non solo.

La piattaforma Shivom infatti, offre molte altre funzionalità, sia per la privacy del nostro genoma, sia per poterlo utilizzare quando necessario. L’obbiettivo è quello di creare il più grande database distribuito di sequenze di DNA, così da sfruttare al massimo e nella miglior maniera possibile la tecnologia e la medicina genomica.

Vediamo insieme come funziona Shivom, il token e quando avverrà la fase di ICO.

Shivom: cos’è e come funziona

Negli ultimi anni, il prezzo per sequenziare il genoma è calato drasticamente. Si è passati da migliaia di euro a kit da qualche centinaio di euro. Tuttavia, spesso le aziende che forniscono questi servizi utilizzato i nostri dati – dunque il nostro DNA – come merce da vendere ad aziende ed enti di ricerca. Ogni stato inoltre, ha le proprie regole, in quanto al momento non esiste alcun sistema internazionale per questo settore.

Shivom vuole innanzitutto creare una piattaforma in cui archiviare in maniera sicura e permanente il nostro DNA, che, come ben sapete, è univoco per ognuno di noi. Per fare ciò, il sistema utilizzerà le ultime tecnologie disponibili, fra cui la blockchain, la crittografia ed anche l’intelligenza artificiale per ulteriori applicazioni.

In particolare, la blockchain manterrà l’integrità dei dati sfruttando un database distribuito, mentre la crittografia ed il concetto di chiave privata e pubblica consentiranno di mantenere un certo livello di privacy.

Inoltre, sfruttando la piattaforma sarà possibile “vendere o condividere” il proprio DNA in cambio di token Shivom a ricercatori o enti internazionali, fra cui le aziende farmaceutiche, molto interessate al settore della genomica. A differenza di quanto accade oggi però, l’utente avrà il controllo dei dati relativi al proprio genoma, avendo quindi la libertà di scegliere se condividerli o venderli agli interessati. Ovviamente sarà possibile anche utilizzare servizi per l’analisi del proprio DNA, così da scovare malattie e problemi.

Infatti, ogni utente potrà accedere ed utilizzare ogni qualvolta lo desideri il proprio DNA, così da poterlo analizzare e scoprire eventuali malattie ereditarie predisposte ed effettuare una prevenzione tempestiva.

Tuttavia, avendo a disposizione una piattaforma con così tante genomi sequenziati, sarà possibile non solo contribuire fortemente alla ricerca, ma anche sviluppare applicazioni distribuite per l’analisi dei dati, sfruttando anche il potere dell’intelligenza artificiale e del Deep Learning.

Shivom inoltre, ha in programma la creazione di un’omonima fondazione e l’avvio di progetti di sequenziamento del DNA per le aree più povere del pianeta (Project Gaia). In questo modo, sarà possibile studiare al meglio le caratteristiche del genoma anche di differenti popolazioni.

La piattaforma ed il token Shivom

Come detto prima, il fulcro di Shivom sarà la piattaforma distribuita. Su di essa utenti, donatori, scienziati, medici, aziende ed enti di ricerca potranno interagire ed offrire o utilizzare servizi. Tali servizi e dati potranno essere acquistati utilizzando i token Shivom, chiamati Omix.

La piattaforma funziona in questo modo, quando un utente vuole sequenziare il proprio DNA, compra sul marketplace di Shivom un kit per prelevare un campione di saliva, pagando in token Omix. Dopo di che, invia il proprio campione al laboratorio, il quale provvederà al sequenziamento.

Shivom

Successivamente entra in gioco il protocollo Shivom. Infatti, il sequenziatore stesso immetterà nella piattaforma i dati, utilizzando gli opportuni meccanismi crittografici per evitare alterazioni dei dati o l’uso fraudolento. Ovviamente i dati saranno associati in maniera univoca al’ID dell’individuo. Tutte le informazioni per l’accesso ai propri dati e per renderli univoci (hash, permessi e tanto altro), verranno inseriti su di uno Smart Contract salvato sulla blokchain di Ethereum.

Shivom

In questo modo, solo gli utenti potranno modificare permessi e decidere cosa fare con i propri dati. Naturalmente le sequenze di DNA non saranno salvate sulla blockchain di Ethereum ma su un’altra piattaforma distribuita, a cui sarà possibile accedere sfruttando proprio lo Smart Contract proprietario associato ad ogni profilo. Quest’ultimo infatti, regolerà in maniera sicura ed immutabile i pagamenti, garantendo al proprietario del DNA le opportune remunerazioni qual’ora decidesse di condividere il proprio genoma con aziende ed altri enti.

I pagamenti dei servizi e dello scambio dei dati, avverano tramite il token Omix, che consentirà diverse opportunità:

  • permetterà agli utenti di trarre profitto condividendo il proprio genoma;
  • consentirà agli utenti di acquistare kit di sequenziamento e servizi da parte di applicazioni di terze parti;
  • permetterà di ottenere diete personalizzate, servizi di assicurazione, farmaci e tanto altro.

Le organizzazioni ed i ricercatori, invece, potranno:

  • sponsorizzare progetti di sequenziamento,
  • accedere ai dati ed alle statistiche;
  • pagare ai donatori i dati;
  • sfruttare meccanismi di intelligenza artificiale e Deep Learning per l’analisi dei dati;
  • proporre servizi, attività, interagire con altri ricercatori e tanto altro.

Si avrà dunque un vero e proprio ecosistema legato alla genomica ed a tutte le possibile applicazioni e vantaggi di questo settore ormai crescente.

Team e Roadmap

Per quanto riguarda il team, troviamo diversi ricercatori nell’ambito della genetica, fra cui il CEO e co-fondatore del progetto Axel Schumacher. Buona parte dei membri del team hanno operato come ricercatori o parte attiva nell’ambito delle bio-tecnologie. Ovviamente non mancano diversi personaggi ben attivi anche nell’ambito della Fintech e dello sviluppo su Blockchain. Sono davvero molte le persone coinvolte nel progetto, progetto che getta le proprie radici nel dicembre del 2016.

Passando alla roadmap invece, possiamo notare come si sviluppi nel lungo termine, anticipando anche alcuni obbiettivi fissati per il 2019.

Leggendola, possiamo vedere che il team ha in programma la distribuzione dei token Omix nel secondo trimestre dell’anno, seguita da una serie di Partnership e dall’avvio di Project Gaia (sequenziare il DNA nei paesi più poveri), sempre nel Q2 2018. La versione beta della piattaforma dovrebbe debuttare a cavallo fra il secondo e terzo trimestre dell’anno, mentre per il Q3 2018 è prevista la nascita della Shivom fondation.

Tra gli altri punti, segnaliamo il debutto della versione finale della piattaforma, previsto per l’inizio del 2019. Il marketplace, arriverà prima della fine dell’anno.

ICO, token OMIX e distribuzione

Il progetto ha già completato con successo la fase di pre-ICO, durante la quale ha raccolto più di 33 milioni di dollari. La prossima fase di vendita, ovvero la ICO vera e propria, avverrà a partire dal 3 Maggio. Rimangono solo due milioni di dollari in token da vendere per raggiungere l’hard-cap di 35 milioni di dollari. Qual’ora esso non dovesse venir raggiunto, la fase di ICO terminerà il 10 Maggio 2018.  Il prezzo di un token Omix è fissato a 0.093 dollari.

In totale verranno generati ben 3.3 miliardi di token Omix, di cui circa il 33% è destinato alla vendita pubblica. I token Omix sono degli utility token ERC20. Possono dunque essere archiviati in un qualsiasi wallet Ethereum compatibile con tale standard, quali MyEtherWallet o su Eidoo.

Andando a vedere la distribuzione dei token, vediamo che:

  • il 20% verrà dedicato al marketing;
  • il 33% verrà destinato alla vendita pubblica;
  • il 10% sarà destinato agli Advisor;
  • il 14% sarà destinato ai fondatori;
  • il 20% verrà utilizzato per la crescita e lo sviluppo del progetto;
  • il 3% verrà destinato alla community;
  • infine, il restante 20% verrà riservato per eventuali utilizzi futuri.

Al momento è possibile registrarsi per farsi mettere in whitelist. Durante la fase di ICO poi, sarà necessario eseguire il KYC. Per registrarvi, vi rimandiamo allla pagina ufficiale: CLICCA QUI.

Sito web, whitepaper e Telegram

Per tutti i dettagli completi vi rimandiamo al sito web del progetto. Qui troverete anche il whitepaper completo. Infine, per ulteriori domande e dubbi vi rimandiamo anche al gruppo Telegram ufficiale.

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Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
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