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Sony deposita un brevetto per archiviare i diritti digitali sulla blockchain

Il colosso nipponico Sony nella giornata di ieri ha avviato la richiesta di deposito di un nuovo brevetto inerente ad un’applicazione basata sull’utilizzo della blockchain. L’obbiettivo è quello di salvare su un registro distribuito tutti i dati inerenti i diritti digitali (DRM) degli utenti.

La proposta di brevetto, pubblicata dall’US Patent & Trademark Office, è ora in cima alla lista d’attesa. Il brevetto, soprannominato “Blockchain-Based Digital Rights Management (DRM)”, ovvero “Sistema di gestione dei diritti digitali basato su blockchain”, è stato proposto sia dalla Sony Corp di Tokyo, sia dalla California Sony Pictures Entertainment, con sede a Culver City.

Sony in passato ha guidato più innovazioni, fra cui ricorderete sicuramente il Sony Walkman. Di recente, l’azienda ha puntato molto anche sulla realtà virtuale, visto il debutto del visore VR per PlayStation. A quanto pare ora, l’azienda ha intenzione di avvicinarsi al mondo della tecnologia blockchain, in particolare per la contabilità distribuita e per la memorizzazione dei dati digitali inerenti i diritti degli utenti.

Come funziona il sistema di Sony

Vi sono diversi modi per memorizzare i diritti digitali sulla blockchain. Il brevetto di Sony, riporta questa sequenza di operazioni:

  • Sony riceve una richiesta di iscrizione e la relativa chiave pubblica;
  • viene eseguito un processo di verifica per assicurarsi che l’utente sia in possesso della chiave privata corrispondente alla chiave pubblica;
  • viene generato un ID utente tramite la chiave pubblica;
  • a questo punto, viene generata una blockchain partendo da un blocco di genesi che include l’identificatore (ID) dell’utente.

Potete vedere uno schema del principio di funzionamento nell’immagine sottostante.

Sony Blockchain

Il vantaggio nella blockchain

Nel brevetto, Sony espone il punto debole dell’attuale processo di archiviazione e gestione dei diritti digitali, problema che la blockchain è in grado di risolvere. Attualmente infatti, le aziende utilizzano la tecnologia DRM incaricando un ente di terze parti della gestione ed il mantenimento dei diritti. Sony però, mette in evidenza il punto debole nel proprio brevetto:

“Tuttavia, queste soluzioni convenzionali non sono molto affidabili, in quanto se il fornitore o il sistema di garanzia dei diritti dovesse cessare l’attività o fallire, l’utente perderebbe tutti i diritti acquisiti”.

Sony, inoltre, spiega come il sistema attuale memorizzi i diritti di un utente su una licenza applicabile ad una piattaforma specifica. Il DRM basato su blockchan invece, eliminerebbe la necessità di un fornitore di servizi terze parti ed offrirebbe diverse possibilità, fra cui l’eliminazione degli attriti nel processo registrazione ed un maggior controllo e sicurezza dei dati.

Vedremo quindi come si evolverà lo sviluppo e se il brevetto verrà approvato.

 

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Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
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