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Sblocco dei 513mila Ethereum congelati nei wallet Parity, votazione verso l’epilogo

La community Ethereum ha ancora poche ore per votare in favore o meno dell’attivazione del protocollo EIP999. Esso consentirà di sbloccare 513.000 ETH congelati in wallet Parity per un valore di oltre 260 milioni dollari.

Finora, più di 3 milioni di utenti hanno partecipato alla votazione, che terminerà tra circa 15 ore. Potete vedere i risultati in tempo reale al seguente link: CLICCA QUI.

La proposta è volta a sbloccare i 513.000 ETH che sono stati bloccati per sei mesi sui wallet Parity a causa di un’attivazione involontaria della vulnerabilità. In questo momento, il 47,3% ha sostenuto la decisione, mentre la maggioranza, il 53%, ha votato no.


UPDATE: a seguito della segnalazione da parte della community Telegram italiana di Ethereum (QUI il link), siamo stati informati della politica scorretta attuata da Parity. L’abbiamo approfondita nel paragrafo finale.

Il motivo del congelamento dei fondi

parity ethereum

La scorsa settimana, Afri Schroedon, sviluppatore di Parity Technologies, ha pubblicato la proposta n. 999, che suggerisce di ripristinare la libreria wallet distrutta mediante una patch. Quest’ultima dovrebbe consentire ai proprietari dei wallet multi-firma dipendenti di riacquisire l’accesso alle loro risorse. L’incidente è avvenuto il 6 novembre, quando un utente Parity sotto il nome di Devops199 ha distrutto accidentalmente la libreria del wallet, rendendo inaccessibile una quantità significativa di Ether. Il numero di wallet interessati ha superato quota 580.

Tra questi ci sono 16 grandi progetti ICO che hanno immagazzinato fondi raccolti su wallet Parity: Polkadot, ICONOMI, Musiconomi, Moeda, Centrality e altri. Uno dei progetti i cui fondi sono stati congelati, Crypto.Tickets, in una lettera agli abbonati ha esortato a votare a favore delle proposta.

“La nostra azienda, e molti altri utenti, è coinvolta nel problema dei fondi congelati di Parity e ora che abbiamo la possibilità di risolverlo abbiamo bisogno del tuo aiuto”, si legge nella lettera.

I risultati del voto non garantiscono l’implementazione assicurata del protocollo. Il team di Parity aveva in precedenza preso in considerazione altre opzioni per sbloccare i fondi, tra cui l’hardfork nella rete Ethereum, ma finora nessuna delle proposte ha ricevuto un sostegno diffuso. 

Ma il voto è davvero reale?

Su reddit non sono mancate le proteste in merito alla votazione, in quanto il voto viene pesato in base alla quantità di Ethereum posseduti dal votante, ma non solo. Scorrendo fra i voti, è possibile trovare il voto eseguito dal team di parity, ovviamente favorevole, verificabile tramite il numero del contratto.

parity ethereum

Emergono dunque due cose. La prima è che il voto è stato eseguito con l’indirizzo dell’autore del contratto distrutto per errore lo scorso novembre. La seconda stranezza invece, è che tale votazione si svolge semplicemente inviando un messaggio firmato con la propria chiave pubblica.

Poiché un contratto non può firmare autonomamente, il voto può essere firmato dall’autore del contratto. Quindi, anche se il wallet è letteralmente morto, il creatore del contratto può comunque votare, sfruttando il peso degli Ethereum bloccati nel contratto. Il fatto che per firmare venga richiesto solo la chiave pubblica dell’autore, vanifica l’approccio multi-sig usato dai contratti, spesso creati da sviluppatori ma poi detenuti da aziende. Quindi, potrebbe accadere che un autore possa votare sfruttando il peso dei fondi presenti nei contratti utilizzati da altri.

Dunque, è facile concludere che in realtà il voto può essere facilmente manipolato, senza rispettare realmente la volontà della community. Vedremo come finirà la faccenda.

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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