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Ethereum: prime specifiche di Casper e riduzione dell’inflazione

Osservando le prime specifiche di Casper, Ethereum potrebbe aumentare il proprio valore nel cors0 della prossima estate. Il tanto atteso aggiornamento Hybrid Casper sta infatti subendo gli ultimi ritocchi, in attesa del debutto, previsto verso la fine dell’estate 2018.

Dopo mesi di test, sono state definite le prime specifiche, permettendo quindi ai due client Ethereum più utilizzati – Parity e Geth -, di iniziare ad implementare Casper, ovvero il meccanismo ibrido di Proof of Stake (PoS) e Proof of Work (PoW).

Vediamo dunque i primi dettagli, i requisiti per lo staking e le conseguenze.

Prime specifiche di Casper

L’implementazione di Casper dovrebbe avvenire entro settembre, forse anche prima, stando a ciò che emerso nell’ultimo meeting pubblico. Una volta implementato, il premio per blocco destinato ai minatori di Ethereum che eseguiranno il Proof of Work verrà ridotto a 0,6 Eth rispetto agli attuale 3 Eth.

Le specifiche infatti, riportano: “La sicurezza della blokchain si sposterà notevolmente dalla difficoltà del PoW alla finalità del PoS, poiché i premi sono ora assegnati sia ai validatori che ai minatori”.

Per quanto riguarda il Proof o f Stakes, di seguito trovate i tassi d’interesse degli Stakers (detentori di Ethereum):

Ethereum Casper

Come possiamo osservare, il premio non dimezza se raddoppiano gli Stakers. C’è un certo margine di manovra. Vitalik Buterin, fondatore di Ethereum, ha stimato un deposito iniziale di dieci milioni, affermando:

“Attualmente, il valore atteso è di 10 milioni di Eth con una quota di interesse del 5%, pari a 500.000 Eth all’anno (~0,22 Eth per blocco)”.

Ciò, combinato con gli 0.6 Eth ricavati dal Proof of Work, porta la generazione complessiva di Eth a 0,82 Eth per blocco. Decisamente inferiore agli attuali 3 Ethereum per blocco dunque. In questo modo l’inflazione di Ethereum scenderebbe al 2% annuo. In un anno dunque, verrebbero introdotti nel mercato circa 2 milioni di nuovi Ethereum. Mantenendo costante la produzione annuale di Eth pur avendo un aumento dell’offerta complessiva, il tasso di inflazione dovrebbe gradualmente scendere.

Tuttavia, le attuali specifiche possono soddisfare solamente i premi per i prossimi due anni, visto che lo Smart Contract dispone solo di un milione di Eth per pagare gli interessi. La quantità verrà aumentata con futuri fork. Questo perchè Vitalik ha intenzione di far passare Ethereum interamente al PoS in futuro. Una vera e propria limitazione quindi, introdotta come una specie di difficoltà di PoS per incentivare la piena transizione verso il protocollo Casper.

Ethereum diminuirà l’inflazione dunque?

Questa serie di specifiche renderà Ethereum nel breve termine molto meno inflazionistico rispetto al Bitcoin. Quest’ultimo infatti, ha un’inflazione annua del 4% circa, con una produzione annuale di ben 650.000 Bitcoin ed un’offerta complessiva di 17 milioni.

Bitcoin poi dimezzerà la produzione nel 2020. Il suo tasso d’inflazione scenderà dunque al 2%, ma Ethereum sarà già in vantaggio, in quanto abbasserà significativamente l’inflazione già nei prossimi mesi. Inoltre, visto l’obbiettivo di eliminare completamente il Proof of Work, la ricompensa per blocco calerà a 0.22 Eth per i soli Stakers. Ciò si tradurrà ad un’inflazione annua dello 0,5%, che gradualmente si ridurrà a zero.

I requisiti per lo Staking

Ogni nodo di Staking necessiterà di 1.500 Ethereum. Sono dunque previsti circa 900 nodi inizialmente. Il ruolo di tali nodi consiste nel creare un nuovo blocco genesi, chiamato checkpoint. Ogni 50 blocchi, verrà creato un checkpoint dagli stakers. Ciò garantisce che non si possa “tornare indietro” prima di tale checkpoint, chiamato finalità.

Nel classico mining, se si dispone di 51% della potenza di hashing della rete, si può tornare indietro fino al blocco genesi, mettendo a rischio la sicurezza della rete (Attacco del 51%). Nell’approccio ibrido di Casper invece, i minatori – o chiunque altro – non saranno in grado di tornare indietro oltre al punto di controllo finale, rendendo così il sistema un po’ più sicuro.

Nasceranno le Pool per lo Staking

Ovviamente nasceranno delle “pool di staking” per raggiungere i requisiti. Anche i piccoli investitori quindi, potranno diventare degli stakers. Il tutto senza la necessità di possedere milioni di dollari in Ethereum.

Ciò significa che i nodi avranno un conto decentralizzato generato da più entità. Come accade con gli interessi bancari, Ethereum retribuirà automaticamente un tasso d’interesse ai partecipanti dello staking. Con il PoS dunque, possedere Ethereum sarà come avere un rendimento su un certo numero di “azioni”, il cui valore però dovrebbe salire.

Ovviamente sono solo le prime supposizioni su un nuovo sistema ibrido, mai sperimentato sino ad ora e che potrebbe anche fallire. Tuttavia, speriamo che tutto possa andare per il meglio. Proprio per questo motivo, la fase di test proseguirà per almeno altri 3/4 mesi.

Per maggiori dettagli, vi rimandiamo alla documentazione rilasciata inerente a Casper: CLICCA QUI. Per il momento è tutto, in attesa di altre novità.

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Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
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