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PEAQ: token e Dapps arrivano anche sulla Tangle di IOTA

Era attesa ormai da mesi e le notizie degli ultime settimane (moneta svedese basata su IOTA) lasciavano presagire l’imminente arrivo. Nella giornata di oggi, PEAQ ha pubblicato sul proprio sito web i primi dettagli inerenti al protocollo funzionante sulla Tangle di IOTA. Il protocollo PEAQ porterà il concetto di token (P-tokens), DApps e Smart Contract sulla Tangle, offrendo nuove possibilità agli sviluppatori.

Con PEAQ potranno dunque essere creati nuovi utility token funzionanti sull’infrastruttura di IOTA. PEAQ è un po’ l’ERC20 di Ethereum, ma rispetto a quest’ultimo, il network di IOTA offre un network senza spese di transazioni, senza miners, veloce, scalabile e pure Quantum Proof.

Migliorando il modello degli ERC-20, PEAQ renderà possibile la tokenizzazione e la negoziazione di beni su una rete decentralizzata che mantiene le innovazioni apportate dalla blockchain di Bitcoin ma con migliori aspetti funzionali.

Vediamo qualche dettaglio in più.

Cosa consentirà di fare PEAQ?

Creazione e transazioni di P-token

PEAQ offrirà diverse funzionalità agli sviluppatori. Innanzitutto permetterà di creare token, chiamati P-token. Quest’ultimi potranno venir creati semplicemente con una transazione di IOTA, anche di valore zero, per inizializzare i parametri del P-token, ovvero Signature e Supply.

Ovviamente sarà possibile effettuare transazioni sfruttando i P-token, che avverranno in tre step. Per avviare una transazione, il mittente invierà una richiesta ad un nodo PEAQ. Quest’ultimo creerà la corrispondente transazione in IOTA con valore zero. Tale transazione in IOTA però, farà riferimento all’operazione eseguita sul P-token indicata dal referente. La transazione dunque, conterrà alcuni campi, fra cui l’identità del nodo, l’hash della parent transaction ed un array di campi, chiamato transaction list. Quest’ultimo, conterrà l’indirizzo del mittente e del destinato, oltre alla quantità di P-token.

Successivamente, il nodo che ha ricevuto la richiesta iniziale e creato la prima transazione in IOTA, la inoltra ai nodi vicini, che a loro volta creeranno le proprie transazioni IOTA. Tali transazioni differiscono dalla prima transazione solamente per l’identità, ed hanno il solo scopo di testimoniare che non è in corso alcun tentativo di Double-Spending.

Ciò avviene in due modi:

  • catturando lo stato attuale di tutte le transazioni figlie su IOTA;
  • ritardando la risoluzione dell’operazione, in modo da verificare l’effettiva veridicità della transazione, così da evitare tentativi di Double Spending.

Infine, una volta che sono state prodotte un numero sufficiente di “transazioni testimoni” opportunamente verificate, il destinatario convalida la prima transazione generata nella fase iniziale per accettarne l’approvazione. Quest’ultima fungerà da punto di partenza per tutte le future operazioni relative a tali P-tokens.

In sostanza dunque, emerge come sacrificando un minimo le prestazioni e la velocità rispetto agli IOTA veri e propri, vi è la possibilità di usufruire di molte funzionalità aggiuntive. Quindi, IOTA rimarrà ancora il mezzo più veloce e semplice per effettuare transazioni, ma i P-token potranno avere molte più funzionalità, sfruttando la rete feeless e scalabile di IOTA..

Creazione di Smart Contract e DApps

Sfruttando PEAQ, sarà possibile creare applicazioni decentralizzate e definire anche Smart Contract, un po’ come già accade sulla blockchain di Ethereum. Nell’infografica riportata sul sito web, vengono riportati diversi esempi.

PEAQ

Essendo IOTA incentrata sulle micro-transazioni e sull’Internet of Things, sarà possibile sfruttare PEAQ per applicazioni nei settori industriali e nell’internet delle cose appunto, anche se nulla vieta di utilizzare tale sistema anche per altre attività.

Bigbit

PEAQ vs ERC20: tutti i vantaggi

Come anticipato in apertura, PEAQ può contare su diversi vantaggi rispetto alle piattaforme decentralizzate attuali. Rispetto al competitor principale, ovvero ERC20 su Ethereum, in attesa di EOS e di un maggior numero di DApps sul network di NEO, PEAQ offre maggiore scalabilità.

PEAQ

L’utilizzo della Tangle di IOTA, ha infatti spinto gli sviluppatori di PEAQ ad adottare tale network basato sul concetto di DAG per superare i vincoli di scalabilità delle attuali piattaforme.

Tale sistema infatti, come abbiamo approfondito più volte, offre un differente approccio per realizzare un registro distribuito. Nella blockchain, le transazioni vengono raccolte in blocchi, i quali possono essere solamente creati in sequenza, andando quindi a formare una catena. Nelle DAG, il “concetto di blocco come insieme di transazioni non esiste”, in quanto tutte le transazioni sono fra loro collegate direttamente. Un blocco quindi, sarà costituito da una singola transizione all’interno del DAG.  In questo modo dunque, è possibile eseguire transazioni anche in contemporanea, parallelamente ed in maniera assai più veloce, aumentando quindi il throughput del network.

Nella Tangle di IOTA inoltre, non vi è la necessità di avere miners esterni per confermare le transazioni. Di conseguenza, poiché i minatori esterni vengono eliminati, le spese di transazione vengono ridotte praticamente a zero. In questo modo, risulta dunque possibile effettuare micro-pagamenti ed applicazioni distribuite senza costi di GAS per il corretto funzionamento.

PEAQ

L’approccio adottato in IOTA infine, consente di beneficiare dell’aumento di nodi nel network. Il meccanismo di conferma adottato infatti, all’aumentare dei nodi partecipanti al network aumenta il numero di transazioni che possono venir confermate e dunque eseguite, aumentando a sua volta il throughput dell’intero network.

Proprio per questi motivi, Nakamo.to e AdvancedBlockchain hanno deciso di scegliere la Tangle di IOTA per realizzare PEAQ.

Al momento è possibile richiedere al team di partecipare al progetto. Non sappiamo quando PEAQ verrà realmente diffuso ed utilizzato, ma il sistema dovrebbe già essere funzionante, dunque potrebbe essere questione di giorni. Attendiamo dunque notizie ufficiali da parte della IOTA Foundation.

Per tutte le informazioni vi rimandiamo al sito web ufficiale di PEAQ, dove troverete anche una prima bozza del whitepaper: CLICCA QUI. Infine, vi ricordiamo anche che su Telegram trovate la community italiana IOTA Italia: CLICCA QUI.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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