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Lightning Network ed NFC: gli strumenti per portare Bitcoin nel mondo Retail

Più volte abbiamo parlato di Lightning Network, visto che molti lo definiscono come il protocollo che rilancerà Bitcoin e che lo renderà fruibile come mezzo di pagamento a livello globale, sia online che nel mondo retail. Bitcoin, infatti, ad oggi ha diversi problemi che lo rendono inadatto ad un potenziale uso di massa per i pagamenti. In primis vi è il grande problema della scalabilità e del numero di transazioni, limitato a sole 7 transazioni per secondo.

Già questo dunque, è un enorme vincolo. Inoltre l’elevato numero di transazioni contenute nella blockchain ne sta aumentando sempre più le dimensioni. Già ad oggi l’intero registro distribuito ha un peso di più di 200 GB e, con costanti ritmi di crescita, potrebbe raggiungere valori di decine di TeraByte in pochi anni, distruggendo quindi l’idea di un sistema realmente decentralizzato.

Vi è poi anche il problema delle fees. Infatti, durante periodi di gran congestione, come accaduto lo scorso dicembre, le fees da pagare ai miners per la conferma aumentano significativamente. Proprio per questo motivo, a dicembre per “pagare un caffè” in Bitcoin avreste dovuto sborsare un ventina di euro di spese di commissioni, rendendo la criptovaluta inutilizzabile per le transazioni reali.

Proprio per questo motivo, nel corso degli anni è stato sviluppato Lightning Network, un layer aggiuntivo da affiancare alla blockchain di Bitcoin per aumentarne scalabilità, usabilità, velocità e diminuirne le spese di commissione.

Tuttavia per rendere Bitcoin davvero popolare potrebbe non bastare. Per quanto Lightning Network sia già ad oggi funzionale, viste le decine di LApps in fase di sviluppo, è necessario rendere il meccanismo di pagamento ancor più immediato da utilizzare, anche per chi non ha la più pallida idea di cosa sia e come funzioni Bitcoin.

NFC per sfruttare al meglio il Lightning Network di Bitcoin

Negli ultimi anni, sempre più carte di credito, wearable e smartphone hanno integrato un sistema NFC per velocizzare la trasmissione dei dati e l’autenticazione. L’NFC (Near Field Communication) infatti, consente lo scambio di pochi KiloByte di dati fra due dispositivi semplicemente avvicinandoli fra di loro. Ciò consente ad esempio, di pagare più in fretta al bancomat o di utilizzare lo smartphone per i pagamenti. Il tutto con la massima sicurezza, dato che tale protocollo di comunicazione ha un range trasmissivo di un paio di centimetri.

Lo sviluppatore Igor Cota, è al lavoro su un wallet Lightning Network (Presto) in grado di interfacciarsi con l’NFC. Il suo obbiettivo è di rendere “i pagamenti istantanei, proprio come accade con le carte contactless che abbiamo qui in Europa. L’utente dovrà semplicemente toccare il terminale con il wallet per effettuare il pagamento”, ha dichiarato Igor.

Ogni computer potrà fungere da POS per i pagamenti tramite NFC sfruttando un Dongle USB da 29 dollari che aggiungerà tale funzionalità.

Bigbit

Bye bye QrCode: l’NFC offrirà ricevute digitali più dettagliate

Attualmente la maggior parte dei pagamenti nelle attività che accettano Bitcoin vengono effettuati inquadrando con il proprio smartphone i QrCode. Leggendoli, lo smartphone riesce a risalire all’indirizzo destinatario ed all’entità del pagamento da effettuare.

Tuttavia, l’utilizzo del sistema contactless per i pagamenti tramite NFC renderà l’operazione ancor più veloce ed immediata, facendo presto dimenticare i QrCode. I QrCode inoltre, sono meno sicuri di un sistema NFC e consentono di inserire una quantità di informazioni minore. Utilizzando l’NFC i commercianti saranno in grado di aggiungere molte più informazioni, rendendo le ricevute più dettagliate ed offrirendo coupon.

Cota ha aggiunto: “Mi piacerebbe vedere un sistema in cui il terminale di pagamento (POS) invia una bella ricevuta in HTML al cliente. Una ricevuta che ha, ad esempio, un elenco degli acquisti di alimentari con un subtotale, tasse, totale, logo del negozio, un codice fedeltà e magari un buono sconto per usi futuri”.

Secondo Cota, questo offrirebbe ai consumatori un tracking più dettagliato delle loro spese abituali, consentendo loro di gestire meglio le proprie finanze e  scoprire più ne dettaglio come vengono spesi i propri soldi.

Il BOLT destinato all’NFC è in sviluppo

Al momento Cota sta cercando di far aggiungere l’implementazione NFC agli standard stabiliti dagli sviluppatori di Lightning.

Tali standard sono chiamati “BOLTS” e Cota ritiene che l’NFC debba essere aggiunto al BOLT 11. Tale BOLT specifica come le “fatture” – che descrivono quanto una persona deve pagare – debbano essere codificate e presentate all’utente. Si tratta di un processo simile a quello che accade nei classici lettori di carte. Essi infatti comunicano alla carta la spesa per effettuare il pagamento. Attualmente però, il BOLT 11 descrive solo uno standard per i codici QR.

Cota ha già creato una versione approssimativa dello standard. Esso prevede un Multipurpose Internet Mail Extensions (MIME), ovvero un formato per l’invio dei dati; l’ID di un’applicazione NFC, che indica il metodo di pagamento come Lightning Network; ed un protocollo molto semplice per inoltrare i dati alle socket.

Tuttavia, per permettere i pagamenti in Bitcoin sfruttando NFC e Lightning Network, occorre creare uno standard. Solo in questo modo sarà possibile far decollare l’uso dell’NFC anche per i pagamenti in BTC. Sino ad ora, buona parte dei feedback ricevuti sono positivi, fra cui quelli ricevuti da ZmnSCPxj e Corné Plooy, due sviluppatori Lightning Network che hanno passato la proposta sulla mailing list.

Altri sviluppatori invece, fra cui Justin Camarena di Bitrefill, hanno affermato che ad oggi è un po’ presto per parlare di NFC nei pagamenti di Lightning Network, visto tutto quello che ancora c’è da fare. Inoltre “sono ancora troppo pochi i device che supportano a livello hardware tale tecnologia”, ha dichiarato.

Cota ha risposto, dicendo che un sistema simile, basato su NFC, potrebbe consentire pagamenti anche con i device offline. Ovviamente c’è ancora molto da fare e la GUI del wallet Presto non è ancora pronta. Tuttavia, Cota proseguirà lo sviluppo ed inoltrerà nuovamente la richiesta al team di Lightning Network.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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