ASIC Mining

ASIC vs Cryptocurrency Project Teams: il gioco del gatto e del topo

ASIC Mining: I primi giorni

Gennaio 2013 segna l’inizio di una nuova era per il mining delle criptovalute: l’ascesa degli ASIC. Intorno a questa data, più o meno, le piattaforme minerarie ASIC iniziarono ad entrare nel mercato dei consumatori. Prima di gennaio 2013, la maggior parte dei miners di criptovalute utilizzava per lo più GPU o CPU relativamente di base, molto meno costose. Queste operazioni hanno reso più facile, per i singoli appassionati, estrarre criptovalute attraverso gli algoritmi di consenso di Proof of Work.

L’ascesa degli ASIC non solo ha aumentato la possibilità di entrare a far parte di questo mondo a molte persone, ma ha anche reso molto più facile per le imprese avviare massicci operazioni di mining.

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L’impatto degli ASIC nei progetti delle criptovalute

Dal punto di vista dei vari progetti legati ad ogni criptovaluta, questo progresso nella tecnologia mineraria ha presentato chiari vantaggi, ma anche numerosi svantaggi.

Uno dei pro delle piattaforme di estrazione ASIC era che le criptovalute basate su algoritmi di consenso, su Proof of Work, erano in grado di essere estratte a velocità molto più elevate, rendendo i tempi di elaborazione delle transazioni molto, molto più veloci. Riducendo i tempi di verifica delle transazioni, i pagamenti P2P sono diventati un po ‘più pratici rispetto ai giorni in cui andavano di moda solo GPU e  CPU.

Mentre le maggiori velocità di transazione hanno aiutato le criptovaluta ad acquisire una maggiore adozione nel mercato reale, gli ASIC hanno anche portato uno svantaggio importante: la centralizzazione del mining. Poiché è stato possibile eseguire operazioni di mining ASIC su larga scala, questa attività è diventata un modo, per alcuni piccoli gruppi di persone, di controllare essenzialmente l’offerta monetaria di tantissime cripto.

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L’impatto degli ASIC per i possessori di criptovalute

Il fatto che il settore del mining sia diventato più centralizzato con l’aumento delle piattaforme ASIC è una delle principali preoccupazioni tra chi realmente utilizza le criptovalute. Dopo tutto, la maggior parte delle persone che avevano originariamente adottato monete come i BTC lo fecero perché in origine avevano promesso un nuovo sistema monetario decentralizzato. Le piattaforme ASIC sono state viste da molti pionieri come una minaccia ai principi fondamentali della blockchain e della criptovaluta.

Anche se alcune persone hanno creato aziende intorno al mercato degli ASIC e investito grandi quantità di tempo, energia e denaro nell’acquisto di piattaforme per il mining, un ampio segmento di utenti ha iniziato a chiedersi se l’estrazione ASIC dovesse essere consentita realmente, a causa della crescente centralizzazione dell’offerta monetaria creata dall’avvento di queste operazioni.

Il gioco del gatto e del topo

Dall’inizio dell’era degli ASIC nel gennaio 2013, i progetti di criptovalute basati su PoW hanno affrontato questo discorso in vari modi. Ad esempio, progetti come Bitcoin (BTC) hanno continuato a ignorare questo problema.

In sostanza, la community di Bitcoin (e di molti altri progetti di crittografia) ha ragionato sul come gestire esattamente l’aumento del mining ASIC. Per la comunità Bitcoin, questo ha portato alla creazione del fork BTC chiamato Bitcoin Gold (BCG) nel 2017, che utilizza lo slogan di Donald Trump “make bitcoin decentralized again”.

In che modo BCG e altri importanti progetti di criptovaluta hanno cercato di fermare il mining con gli ASIC? Diversi progetti hanno iniziato a utilizzare algoritmi di consenso PoW resistenti agli ASIC che fondamentalmente hanno contrassegnato qualsiasi tentativo di estrazione mediante ASIC come spam. Questo ha creato il gioco del gatto e del topo.

Anche per i progetti che temono la centralizzazione, i cambiamenti dell’algoritmo hanno richiesto molto tempo. Le migrazioni verso nuovi algoritmi nella speranza di fermare l’estrazione di ASIC hanno anche creato molta tensione tra i produttori di impianti di mining e i team dei progetti delle criptovalute. Questa spaccatura è diventata completamente evidente nel caso di Monero-Bitmain avvenuto a marzo 2018. Una preoccupazione ancora più grande è il fatto che i miners creeranno nuovi hardware e software di data mining che eludono i nuovi algoritmi resistenti all’ASIC, rendendo possibile la centralizzazione del mining e facendo in modo che gli sforzi messi in atto dai team siano essenzialmente inutili.

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Cosa accadrà agli ASIC dal 2018 in poi?

Bitmain e altri produttori di impianti di mining continueranno a produrre hardware dedicato ai miners che desidereranno estrarre le criptovalute. Tuttavia, non è ancora chiaro chi uscirà vincitore in cima al dibattito sull’industria mineraria legata agli ASIC. Anche il co-fondatore di Bitcoin.org e Bitcointalk ha scritto una lettera aperta nel febbraio 2018 per aver richiesto un algoritmo resistente all’ASIC per BTC. Man mano che più team continueranno ad aggiornare i propri algoritmi e i produttori di impianti di mining si adatteranno a questi cambiamenti, l’intero settore vedrà probabilmente un altalenarsi di modifiche che non è, almeno per ora, destinato a fermarsi.

GPU e mining di CPU potrebbero diventare le uniche opzioni per il mining, ma con l’alta redditività di impianti a larga scala, è più probabile che i produttori di hardware mining continueranno a cercare di tenere il passo con i cambiamenti dell’algoritmo. Anche un passaggio da PoW a PoS non può essere fatto rapidamente. Ci vuole tempo e pianificazione come ha dimostrato il team di progetto di Ethereum. Per ora, sicuramente il dibattito sulla centralizzazione del settore minerario, continua a fare infuriate tutti.

“This article is originally posted at Coincentral.com

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Stefano Cavalli

Nato a Parma, classe '92. Laureato in Ingegneria Informatica Elettronica e delle Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Parma. Appassionato da anni in tecnologia Blockchain, economia decentralizzata e criptovalute. Esperto in Web-Development & Software-Development.
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