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Avviata class action contro NANO (XRB) per il mancato fork dopo il furto da Bitgrail

Come probabilmente saprete, lo scorso 9 febbraio sono stati rubati ben 17 milioni di XRB dall’exchange italiano Bitgrail. Successivamente, nonostante Bitgrail avesse ammesso che la causa del furto fosse da imputare ad alcuni bug del protocollo di NANO e sfruttabili utilizzando gli opportuni strumenti di sviluppo, l’azienda ha annunciato la creazione di un fondo cassa per le vittime.

NANO: il mancato fork d’emergenza

Quando avvenne il furto, Francesco Firano, amministratore delegato di Bitgrail, chiese al team di sviluppo di XRB di effettuare un fork d’emergenza per recuperare i fondi, visti anche gli errori riscontrati nel block explorer, a conferma di un baco nel protocollo NANO. Gli sviluppatori però, rifiutarono, scaricando le colpe interamente sui problemi di sicurezza dell’exchange.

Tuttavia, negli ultimi giorni, Alex Brola, una vittima del furto, ha avviato tramite il noto studio legale Silver Miller  una class action contro il team di sviluppo di NANO proprio per il mancato fork d’emergenza. Per chi non lo sapesse, Silver Millew aveva già avviate altre importanti class action, fra cui quella contro Kraken, Cryptsy e contro Bitconnect. Nello specifico, la class action è stata avviata verso Colin Lemahieu (sviluppatore e creatore di XRB), Mica Busch (sviluppatore), Zach Shapiro (sviluppatore iOS) e Troy Retzer.

NANO

L’obbiettivo è quello imporre al team di NANO la realizzazione di un fork per la creazione di nuovi token NANO da distribuire alle parti lese dall’atto fraudolento. Il team di sviluppatori si era opposto al fork già in passato, in quanto tale scelta avrebbe rovinato l’immagine della moneta, visto che per generare nuovi token è necessario mettere mano al codice del ledger distribuito.

NANO risponde con un fondo legale delicato alle vittime del furto

Pochi giorni dopo l’avvio della class action, depositata il 6 Aprile 2018 a New York, il team NANO ha annunciato la creazione di un fondo legale dedicato alle vittime del furto di Bitgrail. L’obbiettivo è quello di fornire una copertura legale alle vittime in lotta contro Bitgrail per “riottenere almeno una parte dei propri fondi”.

Nel frattempo continua il rimbalzo di accuse tra Bitgrail e NANO. Bitgrail sostiene che l’exploit sia stato possibile grazie ad un bug del block explorer e dunque del protocollo XRB, mentre NANO ritiene che la colpa sia dovuta interamente al software dell’exchange.

Non sappiamo quale sia la verità, anche se il comportamento del team di NANO dinnanzi ai fatti di Bitgrail (conversazioni cancellate etc), non rende del tutto chiare le proprie discolpe. Vedremo come si svilupperà la faccenda, sperando che tutto possa risolversi per il meglio.

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Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
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