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Google vieta le estensioni per il mining da browser sul proprio store

Dopo aver vietato le campagne pubblicitarie su AdWord dedicate alle ICO o agli exchange di criptovalute, ora Google ha deciso di vietare sul proprio Chrome Store tutte le estensioni per il mining da browser. Vediamo qualche dettaglio in più sul motivo di questa scelta.

Google vieta le estensioni per il mining da browser sul proprio store

A partire dalla giornata di ieri, Google ha deciso di vietare tutte le estensioni del browser destinate al mining di criptovalute. La rimozione vera e propria avverrà a partire dal prossimo luglio. Fortunatamente, non sono state vietate altre estensioni inerenti al mondo delle criptovalute.

In precedenza, Google consentiva le estensioni di Chrome dedicate al mining a patto che informassero l’utente in maniera esplicita. Tuttavia, tale politica non si è rivelata sufficiente per scoraggiare e tenere alla larga i componenti aggiuntivi non conformi.

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Secondo Wired, Google ha deciso di attuare tale divieto perché la maggior parte delle estensioni dedicate al mining presenti sul Chrome Web Store non rispettano le politiche d’uso del browser.

La chiave per mantenere un ecosistema sano consiste nel mantenere la piattaforma il più aperta e flessibile possibile“, afferma James Wagner, manager delle piattaforma Google relativa alle estensioni. “Questo consente ai nostri sviluppatori di creare personalizzazioni creative e innovative per gli utenti dei browser Chrome“, ha aggiunto. “Proprio per questo motivo, abbiamo scelto di rinviare il divieto delle estensioni destinate al mining sino a quando la stragrande maggioranza di tali estensioni si sono rivelate non conformi alla nostra politica oppure si sono rivelate dannose, ha dichiarato infine.

Insomma, Google sta intraprendendo diverse azioni contro il mondo delle criptovalute, così come gli altri colossi del web Facebook e Twitter. Le due aziende infatti, hanno deciso di vietare le campagne pubblicitarie destinate alle ICO, agli exchange ed alle criptovalute in generale.

Tuttavia, non tutto il male vien per nuocere, dato che tale azioni spesso vengono intraprese anche per limitare fenomeni fraudolenti, ormai sempre più frequenti.

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Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
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