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Intel brevetta un sistema per minare Bitcoin più efficientemente

Intel, noto chipmaker fortemente attivo nello sviluppo di nuove soluzioni per il computing, ha da poco rilasciato un brevetto per un nuovo sistema di mining del Bitcoin, più efficiente e veloce delle soluzioni tradizionali. Il brevetto, dal nome “Acceleratore hardware per il mining di Bitcoin con message digest e message scheduler ottimizzati”, era già stato inoltrato all’ente americano PTO nel 2016, ma è stato reso disponibile solamente il 29 Marzo 2018. Vediamo dunque qualche dettaglio in più e come dovrebbe garantire un mining più efficiente.

Intel: ecco come ottimizzare gli ASIC per Bitcoin

Negli ultimi mesi, il mining del Bitcoin e delle criptovalute è stato preso di mira da diversi enti internazionali, visto l’enorme consumo di energia che esso comporta. Si pensi infatti, che in alcuni paesi nordici, dove sono state realizzate alcune mining farm, viene utilizzata più energia per il mining che per alimentare intere città.

Nel brevetto depositato da Intel, l’azienda afferma di aver trovato l’idea chiave per realizzare un ASIC per il mining del Bitcoin in grado di ridurre il consumo di energia a parità di hashrate fino al 35%. Tale soluzione, inoltre, permetterebbe anche di realizzare un layout del chip più piccolo, diminuendo quindi anche i costi di produzione degli ASIC. 

Il documento afferma:

Poiché il software e l’hardware utilizzato nel mining di Bitcoin utilizza il concetto di attacco a forza bruta per eseguire ripetutamente e all’infinito le funzioni crittografiche SHA-256, il processo estrazione dei Bitcoin può richiedere molta potenza computazionale e dunque gradi quantità di hardware ad-hoc ed energia. Quanto riportato in questo documento descrive una serie di ottimizzazioni volte a massimizzare l’efficienza di tali operazioni, riducendo sia i consumi che i costi dell’hardware.

Il passaggio più dispendioso nel processo di mining, consiste nella ricerca del campo a 32 bit. Tale valore è impostato in maniera tale che l’hash di un blocco contenga un nonce o un insieme di valori posti a zeri. Una volta completato il calcolo, tale insieme di zeri viene collegato all’hash degli hash delle transazioni nella blockchain, assieme agli altri header. Per comprendere meglio di cosa stiamo parlando, vi rimandiamo all’approfondimento relativo agli algortimi di mining ed al funzionamento della tecnologia blockchain.

Tornando all’operazione di mining, l’output (l’hash) della classica funzione di hashing SHA256 discussa nel documento, è minore di un certo valore di soglia predefinito. Sono due i blocchi operazionali coinvolti maggiormente in questo processo, ovvero lo scheduler dei messaggi ed il digest dei messaggi. Entrambi i blocchi possono però lavorare insieme per combinare le diverse parole a 32 bit e le addizioni, sempre a 32 bit, così da ridurre il consumo energetico.

In sintesi dunque, Intel dovrebbe aver trovato il modo di eseguire due operazioni in un solo passaggio, così da ridurre i consumi energetici

I problemi del mining

Esistono tuttavia diversi problemi nel mining. In primis i costi dell’energia elettrica, differenti da paese a paese, in secondo luogo invece, le azioni intraprese dalle varie nazioni contro le community di miners.

Ma il problema più grosso deriva dal prezzo stesso del Bitcoin, che sotto una certa soglia rende inconveniente il processo di mining. Un po’ come sta accadendo a seguito dei crolli degli ultimi giorni.

Randy Copeland, partner Intel e presidente di Velocity Micro, afferma che il nuovo sistema progettato da Intel potrebbe migliorare la situazione. Secondo Copeland: “una volta che questa nuova tecnologia arriverà sul mercato, ricomincerà la corsa al mining visto che sarà nuovamente redditizio. Ciò permetterà inoltre di ritrovare il giusto equilibrio tra il prezzo di mercato delle criptovalute ed i costi di mining“.

Intel nell’industria della blockchain

In colosso blu della Silicon Valley negli ultimi mesi ha partecipato direttamente nel settore della tecnologia blockchain, collaborando con diversi enti. Infatti, lo scorso maggio l’azienda ha collaborato con il fornitore di servizi sanitari PokitDok per portare la blockchain nel settore sanitario. A settembre, inoltre, i dirigenti hanno collaborato con l’azienda cinese Tencent per provare a creare una nuova blockchain.

Nel corso del mese di ottobre inoltre, Intel ha collaborato anche con Ledger, azienda leader nello sviluppo di portafogli hardware.

L’arrivo di alcuni brevetti depositati da Intel in questo settore per ora non molto regolamentato, viste le lotte ai prezzi fra i principali produttori di ASIC, potrebbe cambiare drasticamente la situazione. Inoltre, vista l’origine Open Source del core di Bitcoin, potrebbe avere anche ripercussioni etiche, data la natura decentralizzata e la competitività aggressiva dell’industria in tale settore. La concentrazione della potenza di mining da parte di pochi enti infatti, potrebbe minacciare la decentralizzazione della rete, vanificando la natura trustless di Bitcoin.

Al momento non è chiaro se Intel produrrà ASIC Bitcoin o se semplicemente sfrutterà i brevetti depositati per monetizzare. Non ci resta che attendere la presa di posizione dell’azienda.

Trovate la documentazione relativa al brevetto a questo indirizzo: CLICCA QUI.

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Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
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