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Medie mobili: alla scoperta di un importantissimo indicatore tecnico

Oggi andiamo ad arricchire la nostra sezione trading con un nuovo importante indicatore. Vi abbiamo già parlato di RSI, MACD, BMI, Fibonacci, Momentum, Bande di Bollinger, Pivot Point e Parabolic Sar… è arrivato il momento di spiegare come funzionano le Medie mobili.

Medie mobili

medie mobili

In analisi tecnica le medie mobili costituiscono uno degli indicatori più utilizzati ed efficaci. La media mobile non è altro che la media di una serie di dati, calcolata sommando i valori della serie e dividendo il tutto per il numero delle osservazioni. Il termine “mobile” sta ad indicare il fatto che la media viene ricalcolata dinamicamente ad ogni aggiornamento del grafico secondo il timeframe utilizzato. Nell’analisi tecnica viene spesso utilizzato l’incrocio delle medie mobili. L’incrocio permette di individuare segnali di ingresso o di uscita dal mercato oppure è usato per capire la tendenza del prezzo al momento dell’analisi.

Le medie mobili sono utilizzate per due scopi: generare segnali operativi di acquisto e di vendita, e definire il trend di fondo dello strumento analizzato. La media mobile viene calcolata semplicemente sommando i valori della serie e dividendo il tutto per il numero delle osservazioni. La principale finalità dello strumento è quella delineare con maggior chiarezza la tendenza dei mercati.

Le durate

Le medie mobili possono esser calcolate su durate diverse. Per la determinazione della tendenze di lungo periodo del mercato, i cosiddetti trend, vengono utilizzate prevalentemente medie mobili calcolate su periodi piuttosto lunghi, che vanno dai 50 ai 300 giorni. In questo range, la media mobile a 200 giorni è forse quella più utilizzata per individuare la fase in cui si trova il mercato.

In linea generale si hanno medie mobili con range temporali brevi (20 periodi), medi (60 periodi) e di lungo periodo (200 periodi). Il segnale dato dall’incrocio delle medie mobili è considerato affidabile su timeframe medio-lunghi, quindi dal giornaliero in su.

Un incrocio ribassista si ha quando le medie di breve e medio periodo tagliano dall’alto la media di lungo periodo stabilizzandosi sotto di essa. Viceversa un incrocio rialzista si ha quando le medie di breve-medio periodo, dopo aver tagliato la media di lungo, si trovano al di sopra della stessa.

Più nel dettaglio…

Esistono tre principali tipologie di medie mobili: la media mobile semplice, la media mobile ponderata, la media mobile esponenziale.

  1. La media mobile semplice è la più immediata e la più attendibile. Basta sommare i prezzi di chiusura di un numero “n” di giorni e dividere il risultato per il numero dei giorni stessi.
  2. La media mobile ponderata supera il limite presentato per la media mobile semplice, in quanto tiene in maggior rilievo i valori recenti rispetto a quelli meno recenti. Per la determinazione viene associata una maggior ponderazione ai valori più recenti.
  3. La media mobile esponenziale come la media ponderata si caratterizza per il maggior peso associato ai prezzi più recenti. ll calcolo della media mobile esponenziale prevede che il primo valore sia pari al valore calcolato con la media mobile semplice, successivamente per gli altri valori è necessario calcolare il coefficiente moltiplicativo che costituisce la base per la costruzione delle medie mobili esponenziali.

In conclusione possiamo dirvi che i segnali dati dall’incrocio delle medie mobili sono in genere da validare con altri indicatori quali l’RSI o l’ADX (di quest’ultimo parleremo prossimamente) per permettere una migliore generazione dei segnali.

Le medie mobili vengono spesso utilizzate anche come soglie psicologiche di prezzo, indicando livelli grafici di supporto e resistenza che in questo caso vengono detti supporti o resistenze dinamici.

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Matteo Gatti

Ingegnere informatico appassionato di tecnologia e di tutto ciò che vi ruota attorno. Seguo con interesse il mondo delle criptovalute e lo sviluppo della tecnologia Blockchain. Scrivo anche di Linux su LFFL.
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