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Parigi diventerà la capitale delle ICO?

La Francia fa marcia indietro per quanto riguarda le ICO. Il Ministro delle Finanze francese sta infatti preparando una serie di regole per regolamentare il mondo delle Initial coin Offering.

Stando a quello che dicono i media locali si sta provvedendo a creare un framework apposito per le ICO con l’obiettivo di garantire legalità ed evitare le truffe di cui tanto si parla. Il framework sarà flessibile e non “dissuasivo” nel senso che non dovrebbe complicare troppo la vita a chi deve registrare un progetto.

L’AMF (French Financial Conduct Authority), è al lavoro per preparare un approccio innovativo alla regolamentazione. L’obiettivo è istituire una “commission” che deve valutare i progetti e decidere se assegnargli o meno una licenza di “affidabilità”, una specie di bollino di qualità.

Le ICO che non otterranno questa licenza non saranno bannate ma gli investitori saranno a conoscenza del fatto che il loro investimento è veramente ad altissimo rischio. Viceversa una ICO che ha ottenuto un’attestato di qualità da parte dell’AMF attirerà maggiormente gli investitori. L’idea è ottima, vedremo se sarà portata avanti fino in fondo.

AMF blocca 15 siti dedicati alle criptovalute

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Non è tutto oro quel che luccica. Se da un lato l’AMF si sta impegnando per dare un futuro al mondo delle criptovalute dall’altro non accetta chi non rispetta la legge. L’ente francese ha infatti annunciato in un comunicato stampa di aver bloccato 15 siti (li vedete nell’immagine sopra) dedicati a criptovalute ed investimenti nel settore.

L’organo normativo spiega che le aziende messe al bando hanno tentato di aggirare la legge “Sapin II”, che si occupa di regolamentare gli annunci di criptovalute. Ben 15 aziende hanno continuato a pubblicizzare e commercializzare i propri servizi d’investimento non rispettando le nuove regolamentazioni.

Oltre ai siti riguardanti le criptovalute la lista contiene anche aziende che hanno offerto illegalmente opportunità d’investimento in beni come metalli rari, vino e diamanti.

“Le pubblicità che offrono rendimenti finanziari […] sono ora soggette ad un controllo a priori da parte della AMF. Pertanto, nessuna offerta di questo genere può essere pubblicizzata in Francia senza prima ottenere dalla AMF un numero di registrazione.”

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Matteo Gatti

Ingegnere informatico appassionato di tecnologia e di tutto ciò che vi ruota attorno. Seguo con interesse il mondo delle criptovalute e lo sviluppo della tecnologia Blockchain. Scrivo anche di Linux su LFFL.
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