ICO

DAV: una blockchain dedicata ai servizi di trasporto autonomi

Tra i tanti progetti basati su Blockchain, oggi vi segnaliamo DAV, acronimo di Decentralized Autonomous Vehicles, la cui fase di ICO inizierà il prossimo 14 maggio. Come lascia intuire il nome, il progetto è incentrato all’interconnessione dei veicoli a guida autonoma o comunque connessi perennemente alla rete (le ultime auto, droni etc).

Possiamo dunque considerare target del progetto gli ultimi droni, le auto, i robot e tanti altri mezzi autonomi. DAV consentirà a tali mezzi di comunicare tra di loro ed effettuare transazioni, rendendoli dunque profittevoli per offrire servizi di trasporto.

Gli utenti che possiedono tali veicoli dunque, potranno guadagnare token DAV “noleggiandoli” agli utenti che, ad esempio, devono trasportare un pacco. Vediamo meglio come funziona il progetto.

DAV: anche i mezzi autonomi su blockchain

DAV è una rete di computer che collegherà i veicoli a guida autonoma (come automobili, camion, rovers e droni) su un unica rete distribuita, consentendo loro di comunicare ed effettuare transazioni utilizzando il Token ERC20 DAV. Come accennato prima, gli utenti potranno avere a portata di mano un’intera rete di veicoli autonomi per effettuare consegne di pacchi, lettere, oppure per effettuare viaggi. Il tutto pagando con token DAV.

L’obbiettivo di DAV dunque, oltre che tecnologico, riguarda un vero e proprio nuovo settore del mercato che nascerà con il diffondersi di questi mezzi, viste le possibilità che offriranno. DAV consentirà la creazione di un nuovo ecosistema di trasporto.

DAV

La tecnologia blockchain sarà utilizzata per garantire transazioni sicure dei token e per la registrazione dei veicoli. DAV stabilirà dunque uno standard di pagamento globale tra i veicoli, tra veicoli ed utenti, e tra le relative infrastrutture di supporto.

L’uso degli Smart Contract consentirà la creazioni di missioni di trasporto in grado di garantire una cooperazione affidabile tra più veicoli e i fornitori dei servizi. Stiamo dunque parlando di un progetto abbastanza futuristico che molto probabilmente partirà dai droni, in quanto ad oggi godono già di ottime funzionalità di guida autonoma grazie a telecamere, sensori ed al GPS.

Per capire meglio l’obbiettivo di DAV, vi lasciamo il video teaser ufficiale del progetto.

 

Roadmap & Team

Per quanto riguarda la roadmap, DAV ha pubblicato una prima bozza, dal gennaio 2017 fino ad arrivare al Q2 2019. Tuttavia la strada sarà molto lunga, visto il target del progetto, che probabilmente maturerà proprio nel prossimo decennio.

DAV

Tra i punti più importanti, citiamo solamente  la TestNet del block explorer, avvenuta a Gennaio e la vendita dei Token, che, come accennato, avverrà a Maggio.

Il team invece, può contare su diversi membri, alcuni dei quali con precedenti esperienze nell’ambito dell’areonautica, dello sviluppo su blockchain e impegnati in progetti di guida autonoma. Il CEO e fondatore del progetto è invece Noam Copel.

DAV

 

Token & ICO

In totale saranno disponibili un massimo di 400 milioni di token circa, un numero non elevatissimo. Essi saranno distribuiti in questo modo:

  • il 40% verrà venduto durante la fase di vendita;
  • il 15% rimarrà al team DAV per proseguire con lo sviluppo del progetto;
  • il 25% sarà destinato a partnership e bounties;
  • il 20% come budget a lungo termine.

DAV

La fase di ICO di DAV inizierà il prossimo 14 maggio 2018 e terminerà il 30 Maggio, salvo raggiungimento anticipato del Hard Cap. Saranno disponibili all’acquisto circa 160 milioni di token. Il prezzo di vendita è fissato a un Ethereum per 10000 DAV. Infine, il soft-cap è di 5 milioni di dollari, mentre l’hard cap è pari a 38 milioni.

La soglia minima per la partecipazione ammonta a 0.2 Ethereum invece. I token DAV sono di tipo ERC20, dunque basati sulla blockchain di Ethereum grazie alla tecnologia degli Smart ContractSaranno dunque depositabili su Wallet ETH, quali MyEtherWallet ed Eidoo.

Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al gruppo Telegram ufficiale ed al sito web del progetto.

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Marco Picchi

Ingegnere Elettronico, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain.
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