ICO

Telegram ICO, TON e GRAM: news, opinioni e tutto ciò che c’è da sapere

Telegram sta facendo le cose sul serio. Dopo i primi indizi confermati su questa notizia, abbiamo tutti constatato che è davvero pronta a lanciare la propria criptovaluta. Ogni record sembra già infranto ancora prima di cominciare, ma vediamo insieme quale progetto c’è dietro, come funziona e le opinioni più diffuse.

 

telegram

Telegram

Telegram è stata fondata nel 2013 dai fratelli russi Nikolai e Pavel Durov, che in precedenza hanno anche dato il via al social network russo VKontakte, a volte chiamato “Facebook della Russia“. Oggi è una piattaforma di messaggistica come Facebook Messenger, WhatsApp o WeChat ed è conosciuta come un luogo semplice per creare chat di gruppo.

Grazie alla sua attenzione nei confronti della crittografia e della privacy viene sempre più adottata da chiunque voglia mantenere l’anonimato.

Il servizio ha guadagnato popolarità in seguito alle rivelazioni di Edward Snowden sulla sorveglianza del governo degli Stati Uniti e da allora è stato utilizzato dall’ISIS e da altri gruppi terroristici per diffondere informazioni.

Ma il “ben visto” deriva dal fatto che la chiave del successo è la respinta completa di pubblicità come model business. Ciò che invece fanno i vari Facebook, Twitter, Snapchat etc.

 

telegram

Il pre-sale impressionnante

Continuano ad aumentare gli investimenti iniziali. Sono stati raccolti, prima ancora dell’apertura della ICO, quasi 850 milioni di dollari. Una cifra imponente che promette molto bene, anche se il target stabilito per TON è di circa 2 miliardi di dollari, molto più difficile da raggiungere.

TON: Telegram Open Network

L’idea di Telegram è di offrire un sistema di messaggistica futuristico basato su blockchain che, se tutto andrà come previsto, sarà operativo entro il 2021 e creerà una “alternativa a VISA/Mastercard per la nuova economia decentralizzata”. Il team di sviluppo di Telegram si riserverà di tenere il 4% dei token.

Il futuro, secondo il marketing aziendale, è il Telegram Open Network (TON). Si tratta di un protocollo costruito su blockchain che permetterà agli sviluppatori di app, agli editori e ai creatori di contenuti di guadagnare token, i GRAM, e usarli per effettuare transazioni.

I GRAM, che sono in quantità limitata, teoricamente aumenteranno di valore man mano che più persone li useranno sulla rete. La visione è davvero convincente per molte persone legate al settore della tecnologia, che pensano che giganti centralizzati come Facebook abbiano troppo controllo sull’esperienza online.

Immaginano un nuovo mondo virtuale con una vasta gamma di beni digitali e fisici acquistati e venduti, ma senza istituzioni di controllo che vendono i dati e tracciano ogni mossa sul web. Nessun bot che fa apparire notizie false. Nessun reindirizzamento dell’annuncio in qualche sito straniero sperduto.

telegram

Lo stratagemma basato sui desideri della gente

Telegram è stato finanziato da Pavel Durov, che quattro anni fa ha venduto la sua quota del 12% in VKontakte per circa 300 milioni di dollari. Il suo team di sviluppo ha una comprovata capacità di costruire e scalare grandi piattaforme social.

Ma creare una blockchain completamente nuova, con tutta la crittografia, la sicurezza e l’infrastruttura richieste, è un’impresa completamente diversa.

Poiché parliamo di decentralizzazione, una componente fondamentale per lo sviluppo della crittografia è il “meccanismo di consenso”,  come il Proof of Work di Bitcoin, e sembra che Telegram opterà per il Proof-of-Stake.

In un recente post, Noyes, un trader rispettabile, ha definito l’ICO di Telegram una

“manovra opportunistica”

e ha descritto il whitepaper tecnico di 132 pagine del progetto come

essenzialmente una lista di cose che la gente desidera avere, una sorta di lista dei desideri”.

Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Noyes ha detto che l’approccio di Telegram è

“incompatibile con la tecnologia blockchain. Non investirei mai un centesimo in questo progetto con l’idea che non andranno mai persi“.

Nonostante questi avvertimenti, Telegram non ha problemi a raccogliere fondi.

 

telegram

Quindi è un investimento sicuro oppure no?

C’è anche un motivo più “particolare” per stare lontano da Telegram.

Nel 2017, il budget annuale della società era di $ 70 milioni, con spese stimate in 4 anni per $ 171 milioni. Tutto ciò è uscito in gran parte dalle tasche di Pavel Durov, e la cifra è solo che aumentata, salendo a $ 100 milioni quest’anno e $ 220 milioni entro il 2021.

Telegram ha annunciato che i fondi raccolti andranno utilizzati per lo “sviluppo di Telegram, di TON e per le spese necessarie per sostenere la crescita dell’ecosistema”. In altre parole, gli investitori che privatamente hanno già finanziato questa ICO detengono i token in una rete che deve ancora essere sviluppata. Ma nel frattempo stanno pagando gli stipendi, gli uffici, le infrastrutture e le spese legali per la manutenzione e la crescita del servizio Telegram esistente.

Telegram potrebbe crescere da 200 milioni di utenti quest’anno a 675 milioni nel 2021. Ma se TON non riesce a generare un mercato solido, i GRAM che gli investitori hanno acquistato potrebbero valere veramente poco. E tutto il capitale della società sarà ancora di proprietà del fondatore.

“Sembra davvero la stessa storia di una di quelle start-up che ha bisogno di raccogliere fondi per continuare a sviluppare il proprio ecosistema”. Queste le dichiarazioni di Scher, vicepresidente di Digital Currency Group.

Questi saranno mesi importanti e ricchi di news. Si parla di marzo ma non si hanno ancora date certe. Seguiteci per eventuali informazioni e aggiornamenti, e state attenti, come dice Pavel Durov, alle tante truffe attorno a questa ICO. Non c’è niente in vendita. Non c’è niente che può essere comprato ora e non ci sono date ufficiali.

sharing-caring

Vi invitiamo a seguirci sul nostro canale Telegram ed anche sul gruppo ufficiale. Qui sarà possibile discutere insieme delle notizie e dell’andamento del mercato. Ci trovate poi anche sulla nostra pagina Facebook e sul nostro account Twitter.

[VIA | VIA | VIA | VIA]

Stefano Cavalli

Nato a Parma, classe '92. Laureato in Ingegneria Informatica Elettronica e delle Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Parma. Appassionato da anni in tecnologia Blockchain, economia decentralizzata e criptovalute. Esperto in Web-Development & Software-Development.
Follow Me:

Related Posts

Rispondi