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Guida all’uso di MyEtherWallet: creare, trasferire Ethereum e riscattare token ERC20

MyEtherWallet è uno dei wallet Ethereum più completi e supportato dalla community, in quanto su di esso potrete usare facilmente tutti i token ERC20 di Ethereum. Molte ICO infatti, raccomandano l’uso di questo wallet per riscattare i propri token, in quanto con alcuni semplici passaggi permette di supportare anche i token più recenti. In questa guida andremo a vedere come creare un wallet MyEtherWallet e come utilizzarlo.

MyEtherWallet: un po’ di dettagli e funzionalità

MyEtherWallet può essere considerato un offline wallet con cui è possibile interagire utilizzando i tool offerti dall’omonima interfaccia tramite pagina web. E’ uno dei wallet più sicuri, inoltre è compatibile con i famosi hardware wallet di Ledger, Trezor e BitBoxMyEtherWallet consente di conservare i propri Ethereum in un sistema sicuro e difficilmente “hackerabile”, ameno che il vostro PC sia spiato. Una della feature più interessanti di MEW, risiede nel supporto a tutti i token ERC20 e nella facilità con cui è possibile aggiungere anche i più recenti.

Eccovi un breve schema del funzionamento di MyEtherWallet.

MyEtherWallet

L’utente accede al wallet ed segue una transazione. Essa viene dunque inoltrata ad un nodo MEW, il quale la immette nel network di Ethereum, dove sono presenti tutte le transazioni non confermate. A questo punto, i miners selezionano le transazioni in base al parametro GAS impostato. Più il GAS sarà alto, prima le transazioni verranno prese in carico. Una volta verificate, vengono sigillate nella blockchain.

Primo passo: creazione ed accesso al wallet

Innanzitutto vediamo come creare il nostro wallet personale. Per prima cosa recatevi sul sito web ufficiale del progetto: Clicca Qui. Vi verrà introdotta una breve guida sul funzionamento e responsabilità dell’utente. Per uscire vi basterà cliccare fuori dal riquadro contenente le informazioni.

MyEtherWallet

Per facilitarvi un po’ le cose, impostate la lingua della pagina web in italiano. Non dovrete fare altro che spostarvi in alto e cliccare sul menu a tendina dove appare attualmente la voce “English”.

MyEtherWallet

Scorrendo a mezza altezza, troverete “Italiano”. Cliccateci su e la pagina verrà tradotta in italiano.

MyEtherWallet

A questo punto, vi invito ad installare un plugin per evitare il fenomeno del phishing. Non è un passo fondamentale ma per motivi di sicurezza lo consiglio fortemente.

MyEtherWallet

Anche MEW (MyEtherWallet), consiglia di eseguire questa procedura. Sono disponibili tre plugin: EAL, MetaMask e Cryptonite. Cliccate dunque sopra il nome del plugin scelto nella parte alta del vostro browser (io uso Chrome, su altri browser potrebbe non essere disponibile).

MyEtherWallet

Verrete rimandati alla pagina di installazione del plugin scelto. Installatelo e tornate dunque sulla pagina di MyEtherWallet. A questo punto procediamo con la vera e propria creazione del Wallet.

MyEtherWallet

Inserite una password a vostra scelta. Vi consiglio di usare un minimo di 8 caratteri di cui uno numerico ed uno maiuscolo. Fatto ciò, cliccate su “crea nuovo portafoglio“.

MyEtherWallet

A questo punto verrete avvisati sull’importanza del file che andrete a scaricare. Ovviamente non perdetelo, non diffondetelo e fatene qualche copia di backup. Cliccate dunque su Download File Keystore (UTC/JSON) e salvate il file che verrà scaricato. A questo punto potrete cliccare su “Ho capito, continua” ed andare avanti con la procedura.

MyEtherWallet

Verrete dunque rimandati alla fase relativa alla chiave privata. La chiave privata è univoca. Dovrà essere salvata ed ovviamente protetta. Potrete premere sul tasto “Stampa portafoglio cartaceo” per scaricarne una copia in formato PDF.

MyEtherWallet

Fatto ciò, proseguite e cliccate su “Salva il tuo indirizzo“.

MyEtherWallet

A questo punto, vi verrà richiesto come accedere al vostro wallet per ottenere il vostro indirizzo di deposito fondi. Potrete usare o il file JSON scaricato nel passaggio precedente, oppure utilizzare la chiave privata precedentemente generata.

MyEtherWallet

Io preferisco utilizzare il file JSON ed inserire poi la password impostata nella fase iniziale della guida. Procediamo cliccando su “Keystore / JSON File“. Vi verrà quindi richiesto di “selezionare il file portafoglio” dal vostro PC. Selezionate ed apritelo dalla finestra che vi appare.

MyEtherWallet

A questo punto inserite la password e premete dunque su “Sblocca“.

MyEtherWallet

Vedrete dunque una schermata con tutte le informazioni relative al vostro wallet.

MyEtherWallet

In dettaglio, in alto vedrete il vostro indirizzo per effettuare depositi.

MyEtherWallet

A destra invece, vedrete i fondi disponibili sul wallet. Sempre a destra poi, potrete anche vedere la sezione token, che andremo ad approfondire più tardi.

MyEtherWallet

Infine, in basso troverete il bilancio equivalente nelle principali valute, euro compreso.

Secondo passo: trasferire fondi e riscattare i token

Proviamo ora a trasferire Ethereum verso un altro wallet. Selezionate nella home di MyEtherWallet la schermata relativa all’invio di Ether e token.

Effettuate l’accesso come mostrato in precedenza.

A questo punto vi comparirà una schermata in cui potrete inserire l’indirizzo del destinatario, l’importo da inviare ed il token da scegliere.

MyEtherWallet

Selezionate in alto a destra il valore di GAS che, come spiegato in precedenza, più sarà alto, prima le transazioni verranno prese in carico dai miners.

Fatto ciò, cliccate su “Genera transazione“.

Vi apparirà ora la transazione. A questo punto cliccate su “Invia Transazione“.

Vi si aprirà ora un’ulteriore schermata con un riassunto dei dettagli della transazione e verrà richiesta una conferma. Cliccate dunque su “Si, sono sicuro!…” per procedere. A questo punto la procedura verrà eseguita.

Terzo passo: riscattare i token

Vediamo ora come riscattare i token Ethereum ERC20 su MyEtherWallet. Ci sono due casi: il primo è quello in cui i token siano già noti a MEW e dunque riportati nell’apposito menù. Il secondo invece, consiste nel caso in cui abbiate a che fare con un token nuovo e non ancora inserito nel menù MEW.

MyEtherWallet

Nel primo caso, non dovrete fare altro che accedere al wallet e spostarvi a destra nella sezione relativa ai token. Cliccate su “Show all token“.

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Cercate il token che vi interessa e cliccate su “Click to Load“. Dopo pochi secondi verrà mostrato il bilancio effettivo.

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Apparirà dunque il bilancio relativo ad esso, bilancio che sarà visibile immediatamente a destra nei futuri accessi. In questo caso il token preso come esempio è OmiseGo.

Nel caso invece in cui abbiate a che fare con un nuovo token ERC 20, dovrete eseguire qualche passaggio in più.

MyEtherWallet

Innanzitutto dirigetevi sul sito di EtherScan nella sezione Token: Clicca Qui.

MyEtherWallet

Cercate dunque il token che volete aggiungere, in questo caso ho eseguito la procedura con nCash, la moneta di Nucleus Vision. Una volta effettuata la ricerca, copiatevi il “Contract Address” e ricordativi il numero di decimali, in questo caso 18.

MyEtherWallet

Tornate ora su MEW, sempre nella sezione token. In questo caso però, cliccate su “Aggiungi un altro token“.

MyEtherWallet

Compilate dunque i campi con i dati del token visti prima su EtherScan, ovvero “Contract Address“, numero di decimali e simbolo. Fatto ciò. cliccate su “Salva” ed il token verrà aggiunto alla vostra lista.

MyEtherWallet

Ecco fatto, avete aggiunto il vostro token a MyEtherWallet.

Funzioni aggiuntive

MyEtherWallet offre anche altre interessanti funzionalità. Vediamone velocemente alcune.

MyEtherWallet

La prima che vi riporto riguarda il controllo delle transazioni. Inserendo infatti l’ID della vostra transazione potrete controllarne lo stato e quante conferme ha raggiunto.

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Un altro interessante strumento è il servizio di exchange integrato, che permette di convertire Ethereum in Bitcoin al volo.

MyEtherWallet

Per gli sviluppatori poi, è presente una sezione dedicata alla creazione ed aggiunta di nuovi Smart Contract sulla blockchain di Ethereum.

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Infine, vi segnalo anche la possibilità di sfruttare il sistema ENS per rendere più facili ed immediate le transazioni fra voi ed i vostri amici. Infatti, tale meccanismo vi consentirà di sfruttare un username come identificativo per ricevere monete invece del classico indirizzo alfanumerico. Una soluzione molto comoda da usare per scambi frequenti con i conoscenti.

Ovviamente sono disponibili tante altre funzioni, così come la possibilità di far interagire MEW con i vostri hardware wallet, ma ne riparleremo nei prossimi tutorial. Per questa guida è tutto!

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Marco Picchi

Ingegnere nel settore delle telecomunicazioni, da anni appassionato di hardware, IoT e reti. Ho scoperto Bitcoin nel 2012 per poi buttarmi sul mining casalingo l'anno successivo. Ad oggi seguo con interesse lo sviluppo di tecnologia Blockchain ed eventuali applicazioni per il mondo dell'Internet of Things.
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  1. Renato Coppini says:

    Salve!Non riesco a visualizzare i tokens erc20 che ho ricevuto.Quando clicco per caricare sia i mie tokens che qualsiasi altra crypto non succede niente.I tokens,tuttavia,li vedo cliccando sul pulsante “tokens”.P.S:i miei erc20 li ho aggiunti cliccando nel pulsante aggiungi token,aggiungendo gli indirizzi,i simboli e i decimali ma,non succede nulla…

    • Marco Picchi says:

      Salve, quando aggiunge gli indirizzi del contratto deve stare attento che sia quello corretto, perchè a volte può capitare che cercando i token su Etherscan si trovino address “fasulli”

  2. Renato Coppini says:

    Vorrei sottoporle questo articolo apparso recentemente su internet: Sicurezza informatica, il pericolo maggiore arriva dai dispositivi IoT

    Dal decimo summit organizzato da Kaspersky sulla sicurezza informatica viene lanciato un allarme: i dispositivi IoT sono facilmente manipolabili dagli hacker
    16 Marzo 2018 – I dispositivi connessi saranno oltre 20 miliardi nel 2020 e diventeranno sempre più importanti nella vita delle persone. Ma c’è un grande problema da affrontare al più presto: i dispositivi IoT non sono sicuri e possono essere controllati da remoto dagli hacker.

    Questo è quanto emerge dal decimo summit annuale che Kaspersky ha organizzato in Messico per affrontare il problema della sicurezza informatica. Mentre tutte le aziende si attivano per proteggersi dai ransomware, i virus che bloccano l’accesso al computer e chiedono un riscatto per togliere la limitazione, gli hacker stanno spostando la loro attenzione verso i dispositivi connessi alla Rete. Questo tipo di device sono sempre più presenti nelle nostre vite: pensiamo alle telecamere di videosorveglianza che abbiamo in casa, agli smart toys che acquistiamo ai nostri figli, ma anche alla lavatrice e al frigorifero intelligente che abbiamo comprato per la smart home.

    La caratteristica che accomuna tutti questi dispositivi è una soltanto: la totale mancanza di sicurezza informatica. Nella maggior parte dei casi basta scoprire una password per riuscire a prenderne il controllo da remoto. E la chiave di sicurezza utilizzata dalle aziende è sempre la stessa: 0000. È questo il motivo per cui molti esperti di sicurezza informatica hanno lanciato l’allarme: è troppo semplice per un pirata informatico hackerare un dispositivo IoT, è necessario che le aziende produttrici facciano qualcosa e al più presto. Il pericolo maggiore è presente soprattutto nei device realizzati tre-quattro anni fa e che non hanno mai ricevuto un aggiornamento di sicurezza.

    Pericolo sicurezza per gli ospedali
    I ricercatori di Kaspersky hanno scoperto che uno dei settori presi maggiormente di mira dagli hacker è quello ospedaliero. Non è un caso che le prime vittime dell’attacco WannaCry, che la scorsa estate colpì migliaia di aziende bloccando l’accesso ai computer, furono proprio gli ospedali. All’interno delle strutture ospedaliere sono in aumento i dispositivi connessi utilizzati dai medici, ma il problema è sempre lo stesso: la sicurezza. Gli ospedali sono una vera e propria miniera d’oro di dati personali: tutte informazioni che interessano gli hacker che le possono rivendere nel dark web.

    Occhi aperti
    Il pericolo è serio e il numero di dispositivi finiti nelle mani degli hacker è sempre maggiore. L’ultimo obiettivo sono i robot. Un ricercatore di IOActive ha dimostrato che i pirati informatici sono in grado di prendere il controllo da remoto dei robot e di utilizzarli per i propri scopi. A Washington un hacker è riuscito a far affogare un robot all’interno di una fontana.

    Se le aziende produttrici non interverranno in fretta investendo tempo e denaro sulla sicurezza dei dispositivi IoT, il futuro sarà a tinte fosche.

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