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Bitcoin e Altcoin, il valore crolla: ecco alcune considerazioni

Come ben sapete in questi giorni il valore del Bitcoin e delle altre criptovalute sta calando in modo repentino. Attualmente il valore del BTC oscilla tra i 6000$ e 8000$.

Le preoccupazioni per una regolamentazione più severa e per il fatto che il prezzo del Bitcoin sia stato manipolato sono tra i principali motivi di questo crollo che sta avvenendo proprio in questi giorni.

Si sono aggiunte diverse notizie non proprio positive, come il possibile ban del trading  prima in Sud Corea poi in Cina e in seguito in India e il ban degli ads riguardanti le crypto da parte di Facebook.

Sono di ieri le parole del presidente della BCE Mario Draghi.

I Bitcoin e le valute virtuali sono al momento nello spazio non regolato, e dovrebbero essere viste come asset molto rischiosi, soggetti ad alta volatilità e speculazione“.

Alcune considerazioni su Tether-Bitfinex

tether bitcoin

A tenere banco è la questione Tether-Bitfinex. Ad essa è sicuramente dovuto parte del panic-sell delle scorse settimane.

Theter è una cryptovaluta emessa da Tether Limited, una società di Hong Kong nata in seno a Bitfinex. Lo scopo di questa criptovaluta è quello di coprirsi dalla volatilità. In poche parole, se hai una crypto come Bitcoin su exchange e hai paura di un calo del prezzo, puoi convertire in USDT, che hanno un valore che tende sempre a essere pari al dollaro, quindi 1USDT = 1USD. La parità è mantenuta mediante l’espansione monetaria arbitrariamente gestita da Tether Limited, mediante creazione e distruzione di Tethers.

Gli USDT sono utili per tre motivi:

  • Se l’utente possiede USDT anziché USD ha semplicemente una cripto come un’altra, che rientra felicemente nella zona grigia della regolamentazione;
  • L’exchange può operare fregandosene delle policies dettate dai governi, perché non sta conservando in alcun modo dollari per conto degli utenti;
  • I dollari non si possono spostare in giro per il mondo varcando legislazioni e frontiere nazionali, mentre gli USDT si possono inviare ovunuqe con un click. Tether è a tutti gli effetti una cryptovaluta e il suo registro pubblico è su blockchain.

Token centralizzati

L’emissione e distruzione di tokens è completamente centralizzata nelle mani di Tether limited. Possedere Tether dollars dà titolo all’utente ad un equivalente quantità in dollari tenuta in riserva da Tether limited.

Questo in teoria significa che chi possiede USDT potrà reclamare i propri USD. In reltà gli exchange non permettono di reclamare direttamente i dollari sul proprio conto corrente bancario, per due ragioni:

  1.  I dollari sono tenuti in riserva sulle banche cui si appoggia Tether Limited. Quindi se non si è un cliente identificato da Tether e che ha superato le verifiche KYC/AML, non è possibile ricevere i fondi sul proprio conto bancario. È chiaro che ciò è dovuto non a un limite di Tether, ma alla regolamentazione dei governi;
  2.  Anche se si è clienti verificati di Tether Limited, potrebbe non essere possibile ricevere i dollari sul proprio conto per via di ulteriori restrizioni nazionali. È il caso dei cittadini Statunitensi che si sono visti chiudere i prelievi da Bitfinex. Non per via di Tether quindi, ma della burocrazia statunitense.

Quindi l’unico caso in cui è possibile ritirare effettivamente i dollari è interfacciarsi direttamente con Tether, oppure Bitfinex. Con l’eccezione di problematiche legali, Tether dichiara che i possessori possono regolarmente convertire i propri USDT in dollari sonanti.

Le problematiche legali tuttavia sono state d’intralcio a Bitfinex, che ha addirittura smesso di servire gli account verificati Statunitensi, principalmente per motivi burocratici. L’exchange, in agosto 2017, giustificò la decisione di sospendere il servizio per i cittadini USA affermando che “una percentuale incredibilmente piccola dei ricavi [di Bitfinex] proviene da account verificati di individui statunitensi, mentre una quantità drasticamente sproporzionata di risorse viene spesa per questi utenti, fra richieste di supporto, regolamenti, spese legali”.

Nonostante la lotta con la burocrazia, Tether ha recentemente avuto un grande successo, ottenendo un’adozione sempre maggiore da parte degli exchange di tutto il mondo.

Il panico è stato da voci secondo cui Tether si sia inventata numeri così alti e in realtà abbia “stampato” 2 miliardi di tether senza avere la corrispondente riserva in dollari. Con questi 2 miliardi avrebbe “giocato” su Bitfinex, comprando e vendendo Bitcoin a piacimento, manipolando così il prezzo di mercato. Questo fatto spaventa molto gli utenti: se un utente “scopre” di aver pagato 1 bitcoin 18 mila dollari solo perché il prezzo era manipolato da dei falsari, sarà più facilmente indotto al panic sell. Dopotutto 2 miliardi di dollari sono numeri così elevati che non stupisce sollevino dicerie malevole.

A queste dicerie si aggiunge l’operato delle autorità americane che, come possiamo immaginare, non vedono di buon occhio il Tether. Per questa ragione, le autorità USA hanno inviato recentemente un mandato di comparizione (“subpoena”) a Tether. Questo non significa che Tether sia accusato di qualcosa in particolare, ma certamente sostituirsi alla banca centrale dello Stato più potente del mondo è un’azione ardita che non passa inosservata. La notizia ha agitato ancor più un mercato già in fase “bear”, contribuendo al crollo del prezzo di questi giorni.

Queste dicerie hanno un fondamento?

E se si rivelasse vero che Tether Limited fa riserva frazionaria e stampa token senza un’equivalente riserva in dollari, cosa accadrebbe al mercato delle crypto? Non conosciamo la risposta ma possiamo ragionare insieme.

Anzitutto, Tether è utilizzato da vari exchange, non solo Bitfinex. Tuttavia solamente considerando quest’ultimo, sappiamo che il valore dei bitcoin nel solo cold wallet è di circa 1.3 miliardi di dollari e, da aggiungersi a questa riserva, ci sono tutti gli indirizzi hot wallet. Dato che la capitalizzazione di mercato e i volumi di Bitcoin sono meno di 1/3 rispetto al totale di tutte le cryptovalute, potremmo ipotizzare che il solo Bitfinex abbia in riserva valori degli utenti in crypto per un controvalore che, nel complesso, è il doppio della sua riserva di soli Bitcoin in cold wallet, diciamo 2.5 miliardi di dollari.

Alle riserve e ai volumi di Bitfinex, dobbiamo ancora aggiungere tutti gli altri exchange che usano Tether. A questo punto, sembrano ancora così tanti i 2.2 miliardi di tether?

Zhao Dong shareholder di Bitfinex ha dichiarato che “io e Lao Mao abbiamo dato un’occhiata ai conti USD di Tether e Bitfinex nella stanza di Giancarlo [Giancarlo Devasini, numero due di Bitfinex], e l’account di Tether ammonta a 1.8 miliardi di dollari, mentre Bitfinex 1.1 miliardi. Il numero totale dei due account è di circa 3 miliardi USD, ovvero superiore all’attuale circolante di USDT”.

Quindi l’emissione di questi USDT potrebbe semplicemente corrispondere all’ingresso di nuove persone interessate ad investire nel mondo delle crypto. Alcuni exchange hanno persino chiuso alle nuove iscrizioni per la troppa affluenza (Bitfinex, The Rock Trading, Binance).

Non sorprende che fino a dicembre il prezzo di Bitcoin sia salito per l’ingresso di nuovi utenti, quindi l’ingresso di nuovi dollari nel sistema e, di conseguenza, anche tether dollars.

Quando riparte la salita?

Questa è la domanda che tutti si pongono sui gruppi Telegram, sui forum e sul Web in generale.

Innanzitutto bisogna rendersi conto che una crescita infinita non era possibile nè salutare per il mondo delle criptovalute. Non bisogna poi scordarsi che rispetto ad un anno fa la crescita è stata superiore al 500%!

Sicuramente non conosco la risposta alla domanda nel sottotitolo. Appare chiaro che si stia cercando di assestare dei colpi poderosi al Bitcoin sotto tanti punti di vista. Ogni rivoluzione richiede tempo, presa di coscienza e periodi bui. Quello che c’è dietro al Bitcoin (ovvero la tecnologia, la blockchain e il concetto di decentralizzazione) è ciò che ci rende abbastanza certi che il futuro sia roseo.

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Matteo Gatti

Ingegnere informatico appassionato di tecnologia e di tutto ciò che vi ruota attorno. Seguo con interesse il mondo delle criptovalute e lo sviluppo della tecnologia Blockchain. Scrivo anche di Linux su LFFL.
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