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Bitcoin crolla: perché 100 miliardi di dollari sono stati bruciati in 24 ore

Un pessimo periodo per le criptovalute, senza dubbio. Bitcoin, con il suo crollo, sta trascinando con sé tutto il mercato ancora una volta. Vediamo insieme cosa sta accadendo.

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Bitcoin: ma cosa succede?

Le preoccupazioni per una regolamentazione più severa e per il fatto che il prezzo del Bitcoin sia stato manipolato. Sicuramente questi due sono tra i principali motivi di questo crollo che sta avvenendo proprio in questi giorni.

Si dice che il prezzo dei Bitcoin sia stato manipolato su Bitfinex, uno degli exchange più importanti del mondo, attraverso una criptovaluta chiamata Tether. Le Autorità americane avrebbero citato gli amministratori di Tether e di Bitfinex alla presentazione di prove documentali nell’ambito di un’inchiesta finalizzata proprio a verificare se ci siano state o meno manipolazioni dei prezzi da parte di quello che è il più grande sito Internet di scambio di monete virtuali.

La capitalizzazione totale di mercato si attesta ora a 407 miliardi di dollari, secondo i dati di CoinMarketCap, che tiene conto dei prezzi delle monete digitali di numerosi exchange.

Un calo di 112,6 miliardi di dollari rispetto al giorno prima che ha fatto storcere il naso davvero a tutti quanti, ma non dobbiamo spaventarci.

Le criptovalute hanno visto una grande svalutazione questa settimana. Bitcoin è sceso sotto i 9.000 dollari giovedì e brevemente sotto gli 8.000 dollari questo venerdì mattina. In questo momento invece, si è lievemente ripreso riportandosi a quota 8.500 dollari.

Ethereum ha mostrato un’ottima resistenza all’inizio, per poi lasciarsi andare anch’esso perdendo circa il 16%. Non si può invece dire la stessa cosa della terza in classifica, Ripple, che ha toccato un minimo di 0.63 dollari oggi.

Va detto che il mondo delle criptovalute non è nuovo a cali drammatici e a riprese ancora più sorprendenti. Ad inizio 2014, ad esempio, il valore passò da 1200$ a meno di 300$.

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Notizie non proprio entusiasmanti

Il mondo delle criptovalute è stato tormentato da una serie di notizie negative. Il ministro delle finanze indiano Arun Jaitley ha detto che il paese vuole “eliminare” l’uso delle valute digitali nelle attività criminali, segnalando una regolamentazione più severa nel paese. Tale messaggio però, è stato interpreto a mal tradotto da molti media, che hanno rilanciato il messaggio come un ban generico sulle criptovalute.

Il New York Times ha riferito mercoledì che un numero crescente di investitori crede che il prezzo del Bitcoin e di altre valute digitali sia stato gonfiato da Bitfinex. Bloomberg ha riferito martedì che lo scorso dicembre la Commissione sui futures e la negoziazione delle merci negli Stati Uniti ha citato in giudizio Bitfinex e Tether, una società gestita da molti degli stessi dirigenti.

I relativi rappresentanti non hanno risposto celermente alla richiesta della CNBC di un commento. Già questo ha creato qualche preoccupazione e dubbio dunque.

Inoltre la scorsa settimana, l’exchange giapponese Coincheck è stato “hackerato” facendosi sfuggire di mano 500 milioni di dollari in criptovaluta NEM. Come se non bastasse Facebook ha deciso di bloccare gli ads riguardanti le criptovalute.

E il futuro?

La “leggenda degli investimenti” Warren Buffett ha fatto sapere alla CNBC, in una recente intervista, che il settore “finirà male”.

Altri ancora invece vedono un potenziale a lungo termine nel Bitcoin e nelle altre criptovalute. Tom Lee di Fundstrat, forse l’unico stratega di Wall Street a credere realmente nel Bitcoin, ha dichiarato due settimane fa che 9.000 dollari è un “grave minimo” per Bitcoin ed è “la più grande opportunità di acquisto nel 2018“. Lee ha pubblicato anche un altro rapporto giovedì scorso che mantiene il “target price” di  25.000 dollari per Bitcoin. Kay Van-Petersen, uno degli analisti di Saxo Bank che ha previsto correttamente il rally della criptovaluta all’inizio dello scorso anno, ha dichiarato recentemente alla CNBC che il Bitcoin potrebbe toccare una quota compresa tra i 50.000 e i 100.000 dollari quest’anno.

Per cui, niente panico. L’importanza che tutti i media e i governi stanno dando alle criptovalute è di gran lunga rilevante per l’ingresso di investitori istituzionali volti a riportare su delle soglie apprezzabili tutte le criptovalute.

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Stefano Cavalli

Nato a Parma, classe '92. Laureato in Ingegneria Informatica Elettronica e delle Telecomunicazioni all'Università degli Studi di Parma. Appassionato da anni in tecnologia Blockchain, economia decentralizzata e criptovalute. Esperto in Web-Development & Software-Development.
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