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IoT Chain (ITC): la valuta cinese per l’IoT che vuole competere con IOTA

Nel mondo delle criptovalute, quando sentiamo parlare di Internet of Things pensiamo subito, o quasi, a IOTA. IOTA, come ben sapete, è una criptovaluta destinata alla micro transazioni tra smart devices e che ambisce a diventare un vero e proprio stack protocollare. Negli ultimi mesi però, si sono fatti vanti alcuni competitors in questo settore. Uno di esse è sicuramente IoT Chain (ITC), una moneta digitale cinese destinata al mondo dell’IoT.

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Cos’è e come funziona IoT Chain?

IoT Chain è una criptovaluta cinese destinata alle micro transazioni fra dispositivi. Come IOTA, anche ITC sfrutta il concetto di DAG (grafi aciclici diretti) invece della classica blockchain. Nelle DAG infatti, ogni nodo deve eseguire il PoW ed integrare altre transazioni non confermate nella propria transazione, autosostenendo la rete.

Potrebbe interessarti: Il concetto di DAG applicato alla blockchain: cos’è e come funziona!

Proprio per questo motivo, risulta essere molto efficiente e scalabile su un gran numero di utenti/devices. ITC ovviamente non punta solo ai micro pagamenti ma allo scambio di dati in maniera sicura e decentralizzata.

Per raggiungere tale obbiettivo, oltre all’approccio DAG per il network, utilizza anche la PBFT, ovvero la Pratical Byzantine fault tolerance per la conferma delle transazioni. Essa non è altro che un algoritmo di replica delle macchine a stati che sfrutta il passaggio dei messaggi tra nodi per il consenso. Attraverso tre stadi, rispettivamente pre-prepare, prepare and confirm stage, l’algoritmo consente di tollerare fino ad un massimo di (N-1)/3 errori, dove N è il numero di nodi. Ciò permette dunque di ottenere il consenso per la transazione garantendo anche una buona resistenza ad errori di propagazione dei messaggi.

ITC inoltre, sfrutta anche l’SPV, ovvero il  Simple Payment Verification per eseguire pagamenti senza dover sincronizzare tutta la blockchain. Infine, ITC prevede anche l’uso di “Smart Contract ChainCode” per le aziende che hanno intenzione di utilizzare la piattaforma per l’analisi dei dati.

Bigbit

A differenza di IOTA però, attualmente IoT Chain è ancora un progetto su carta, in quanto lo sviluppo della DAG è in corso e verrà testato solamente alla fine della prossima estate. Al momento dunque, non è in grado di competere con IOTA.

Per maggiori informazioni e dettagli vi rimandiamo al sito ufficiale di IoT Chain ed al Whitepaper.

Token, capitalizzazione e premi

I token IoT Chain sono limitati ad un massimo totale di 100 milioni, mentre in circolazione ne sono disponibili circa 38 milioni. Numeri abbastanza contenuti dunque, che potrebbero fa salire facilmente il prezzo in futuro. Attualmente i token son venduti a poco più di 4 dollari l’uno, per una capitalizzazione totale di 160 milioni che porta ITC al 122-esimo posto per capitalizzazione. ITC può essere acquistata su Coinbene.

Di recente IoT Chain ha vinto il premio come “migliore tecnologia su blockchain” al Davos World Economic Forum.

IoT Chain

Buoni propositi dunque, visto anche che le criptovalute cinesi possono contare su un popolo ben numeroso e ben propenso all’acquisto di monete locali.  A differenza di IOTA, il numero di token poi, è ben contenuto. E’ sicuramente un progetto da tener sott’occhio nei prossimi mesi.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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