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TravelFlex (TRF): veloce, feeless e basata su DAG. Ecco come funziona!

Una criptovaluta che attualmente sta facendo molto parlare di sé è TravelFlex (TRF), attesa a breve sui primi exchange internazionali. Al momento infatti, TravelFlex ha da poco terminato la fase di ICO e si appresterà debuttare nel corso dei prossimi giorni sugli exchange Coinbene e BTC Alpha. Nella roadmap poi, è previsto nel corso dei prossimi mesi l’arrivo su diversi altri exchange ben più noti.

Vediamo ora di capire cosa ha decretato il successo della ICO TravelFlex, che ha terminato l’ultima fase di vendita dei token la scorsa settimana.

TravelFlex: una criptovaluta basata su DAG

Negli ultimi mesi abbiamo sentito parlare sempre più spesso di questo termine, riguardante i grafi aciclici diretti. Nei prossimi giorni uscirà un approfondimento per capire i concetti base di questo nuovo approccio alternativo alla blockchain. Attualmente sono ben poche le criptovalute basate su DAG. Fra di esse citiamo solamente IOTA, ByteBall, IoTChain e “forse” RaiBlocks.

Potrebbe interessarti: Il concetto di DAG applicato alla blockchain: cos’è e come funziona!

In sostanza, TravelFlex e tutte le altre monete DAG, invece della classica blockchain sfruttano i grafi aciclici diretti per la conferma delle transazioni. Ciò permette di far scalare la rete decentralizzata anche con milioni di utenti senza rallentamenti. Anzi, all’aumentare degli utenti, aumenta la capacità del network di confermare transizioni, proprio come accade in IOTA.

Ma non è tutto, in quanto oltre ad aumentare il numero di transazioni al secondo, rende praticamente superflui i miners per effettuare il Proof of Work. Proprio per questo motivo le fee saranno pari a zero, dunque non si avranno costi per trasferire denaro.

TravelFlex sfrutterà comunque il mining per la generazione di nuove monete e per il mantenimento del network nella fase iniziale del progetto. All’inizio infatti, la moneta non partirà subito su DAG. Sarà possibile minare anche da smartphone grazie alla futura app. L’algoritmo di mining sarà inoltre ASIC Proof, dunque limitato prevalentemente alle CPU/GPU.

L’obbiettivo di TravelFlex

TravelFlex ha un target ben specifico per la proprio cryptovaluta, ovvero il settore turistico.

Bigbit

Utilizzando i token TravelFlex, infatti, sarà possibile effettuare pagamenti e prenotazioni sulle principali piattaforme per la ricerca di alloggi ed hotel. Tuttavia TravelFlex propone anche una propria carte dedicata, che funzionerà come una carta di credito, andando a prelevare la cifra equivalente alla spesa sul vostro wallet.

Con la TravelFlex Card si potranno avere sconti e bonus sulle piattaforme di booking, ma sopratutto un sistema di escrow, ovvero una garanzia sulla cifra sborsata per un pagamento.

Token, wallet e team

Come già anticipato, la fase di ICO è terminata la scorsa settimana ed a breve la moneta dovrebbe debuttare sui primi exchange. Durante la fase di vendita i token TRF sono stati inizialmente venduti a 0.28 dollari. Successivamente, a seguito di una campagna di beneficenza, il prezzo è stato alzato a 0.34 dollari.

In totale sono stati venduti 100 milioni di token, mentre i restanti 63 milioni di TRF verrano distribuiti nei prossimi 30 anni ai miners. Il numero totale di monete circolanti dunque, rimane abbastanza contenuto, specie rispetto a IOTA, motivo per cui il prezzo dovrebbe salire più facilmente.

Infine, vi segnaliamo che il CEO di TravelFlex è Peter Hoogslag, uno dei miners di Bitcoin più importanti al mondo, appartenente al mondo delle cryptovalute sin dal 2011.

Al momento è disponibile il web wallet ufficiale ed il wallet Android, anche se quest’ultimo rimane un po’ problematico. A breve arriverà anche la versione per iOS.

Per tutti i dettagli tecnici vi rimandiamo al sito ufficiale della criptovaluta ed il gruppo Telgram Italiano. Se avete dubbi o curiosità, potete lasciare un commento sui nostri social.

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Emanuele Pagliari

Ingegnere delle telecomunicazioni appassionato di tecnologia. La mia avventura nel mondo del blogging è iniziata su GizChina.it nel 2014 per poi proseguire su LFFL.org, GizBlog.it, ed ora su CryptoMinando.it. Sono nel mondo delle criptovalute come minatore dal 2013 ed ad oggi seguo gli aspetti tecnici legati alla blockchain, crittografia e dApps, anche per applicazioni nell'ambito dell'Internet of Things, la mia branca di studio.
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