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Dogecoin (DOGE): la criptomoneta satirica cresciuta oltre le aspettative

In un mondo in cui ogni criptovaluta cerca di proporre un’innovazione tecnologica migliore dell’altra, fa capolino fra le più famose ed importanti valute digitali il Dogecoin. Rappresentata dal meme più famoso del web, Dogecoin negli ultimi 6 mesi ha visto un’impennata impressionante del proprio valore. La moneta infatti, vanta ad oggi la 42-esima posizione su CoinmarketCap con più di 800 milioni di dollari di capitalizzazione.

Tutto uno scherzo?

doge

Dogecoin nasce nel lontano 2013 dal suo ideatore Jackson Palmer, al tempo project manager di Adobe. Il nome Doge deriva dal famoso meme circolante su internet raffigurante uno shiba inu in una simpatica smorfia. L’idea iniziale del creatore era quello di creare una copia del Bitcoin in salsa satirica. Nei primi due anni dalla nascita, dopo aver riscosso un discreto successo, la moneta è stata utilizzata per diversi scopi. E’ servita ad esempio per finanziare lo sviluppo di una rete idrica in Kenya. Sempre nello stesso anno, è stata usata anche per permettere alla nazionale di bob giamaicana di partecipare alle olimpiadi invernali. Nel 2015, Palmer, scontento della direzione puramente speculativa che stava prendendo la sua moneta, abbandonò il progetto.  Dopo due anni di stagnazione, il valore del DogeCoin ha ripreso a crescere verso maggio 2017, fino al nuovo record alimentato dalla cripto-mania degli ultimi sei mesi.

Dogecoin: la tecnologia alle spalle

Leggendo la descrizione sul profilo GitHub degli sviluppatori, Dogecoin viene definita semplicemente una criptovaluta che utilizza lo stesso protocollo del Bitcoin. A differenza di quest’ultimo però, non utilizza lo SHA256 come metodo di Proof of Work (PoW) per confermare le transazioni della blockchain. Prendendo spunto da monete come Litecoin e Tenebrix, Dogecoin utilizza una variante proprietaria e semplificata di meccanismo di Proof of Work. La prima particolarità di questa moneta rispetto alla maggior parte delle concorrenti risiede nel fatto che non ci sono limiti nel numero di Dogecoin che possono essere emessi in circolazione.

Il mining di Dogecoin

doge mining

La seconda particolarità consiste nella difficoltà di mining. Si tratta di un algoritmo che viene aggiornato in base alla potenza totale di Hash della rete. L’algoritmo fa in modo che mediamente si verifichi la generazione di un blocco ogni minuto. Gli sviluppatori hanno inoltre deciso di garantire una ricompensa di 10 mila Doge dopo il blocco numero 600 mila.

Se anche voi possedete questa bizzarra moneta o l’avete minata, fatecelo sapere con un commento qui sotto oppure scrivendoci sui nostri canali social.

 

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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