Blockchain

[GUIDA] Vi spieghiamo cos’è un Fork e quali effetti produce

Fork tradotto letteralmente in italiano vorrebbe dire forchetta. Come spiegato nell’articolo dei nuovi termini nati con l’avvento delle criptovalute, anche la parola fork ha assunto un significato ben diverso e allo stesso tempo molto importante che andremo ora a vedere nel dettaglio.

Che cos’è un fork?

fork bitcoin

 

Per inserire un aggiornamento nel software di Bitcoin, tutti possono ricorrere ad un BIP. BIP è l’acronimo di Bitcoin Improvement Proposal. È una proposta di aggiornamento di parte del codice Bitcoin (il protocollo stesso o la sua documentazione). Bitcoin Core che è il team che gestisce il client Bitcoin ha il potere di rivedere la proposta con la community. Se la proposta viene accettata, il codice può essere trasferito alla versione successiva del client Bitcoin Core. Da allora, sia i nodi che i miner possono decidere se aggiornare o meno il loro software alla versione successiva.

Gran parte dei cambiamenti non sono cosi importanti e quindi non necessitano di molta attenzione, e dunque non richiedono che gli utenti aggiornino il proprio software. Tuttavia alcuni cambiamenti sono così importanti che richiedono il cambio del client per consentire al sistema di lavorare correttamente. In questo caso, c’è bisogno di un fork.

Con Fork si intende quindi una modifica del codice originario atta al forte miglioramento di una valuta digitale. Ciò permette di fatto di generare una nuova versione della blockchain mantenendo però tutta la storia antecendente. Questo meccanismo ha permesso la nascita di nuove valute con caratteristiche migliori rispetto alle originarie. Un esempio è il fork avvenuto sul Bitcoin datato primo Agosto del 2017 da cui è nato Bitcoin cash.

Hard o Soft?

 

fork block

Si può distinguere fra due tipologie di fork: hard e soft. In termini semplici con hard fork si fa riferimento a una scissione senza retrocompatibilità con la blockchain precedente. Questo comporta una netta divisione dei due codici e quindi non potranno più esserci scambi di dati. Di contro con il termine soft fork si vuole definire una scissione più lieve in modo tale da mantenere la retrocompabilità con la blockchain precedente. Nel caso sopracitato il bitcoin cash appartiene alla categoria hard fork.

I pro e i contro

fork1

Quando si parla di fork c’è grande attenzione da parte della community delle criptovalute in quanto si assiste alla nascita di un nuovo progetto il cui scopo è quello di migliorare la tecnologia precedente. Spesso l’obiettivo consiste nell’andare a migliorare la velocità delle transazioni. Solitamente nelle fasi antecedenti ad un fork si può assistere ad un repentino aumento del valore della moneta “padre” in quanto molti investitori cercano di sfruttare l’occasione che ogni fork mette in palio ovvero quella di aggiudicarsi la nuova moneta “figlio” gratuitamente. Infatti chiunque, per esempio, possedeva Bitcoin (BTC) prima del primo Agosto 2017 si è ritrovato in possesso della stessa quantità di bitcoin cash (BCH) senza doverli acquistare. Questo può essere quindi considerato un PRO ma possiamo intuire facilmente il rovescio della medaglia: la speculazione. Non è raro infatti vedere calare drasticamente il prezzo della moneta originaria a fork concluso.

Spero di essere stato chiaro, per ulteriori dettagli vi invitiamo a scrivere un commento qui sotto!

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Michele Porta

Ingegnere informatico. Da sempre appassionato di tecnologia, hardware e software. Sono entrato nel mondo delle criptovalute negli ultimi anni imparando a fare trading e studiando gli aspetti tecnologici e implementativi delle principali cryptocoin sul mercato. Spero in un futuro privo di contanti e basato sulla sicurezza garantita dalla blockchain.
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